Nicola Rizzoli
Nicola Rizzoli

Milano, 23 maggio 2020 - "Abbiamo fatto un grosso sforzo per mettere in sicurezza tutto, quindi riusciremo a ripartire utilizzando la tecnologia. È chiaro che questo garantirà uniformità al campionato". Come i calciatori, anche la classe arbitrale si sta preparando per la ripresa della stagione. E a garantire che i fischietti stiano pronti per il ritorno in campo, sia dal punto di vista fisico che tecnologico, è Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri di Serie A. "Lo siamo, ma restiamo in attesa del confronto del 28 maggio con il Governo. Appena sapremo esattamente le linee del protocollo da adottare, applicheremo delle strategie di ripartenza. Per ora ci sono solo ipotesi, ma gli arbitri si stanno allenando da tempo". 

Fra le ipotesi c'è anche quella del divieto imposto ai calciatori di protestare nei confronti delle decisioni del direttore di gara e di avvicinarsi a lui a meno di un metro e mezzo. "È chiaro che questo aspetto, da sempre uno dei più anticipatici da vedere, andrà gestito in modo diverso. Oggi bisogna avere un rispetto reciproco delle distanze e dunque quando non verranno rispettate bisognerà intervenire: questo non significa ammonire tutti, ma la distanza opportuna per dialogare con l'arbitro deve essere di un metro e mezzo. Questo può essere un passo culturale importante". 

Quando si parla di proteste non si può non far riferimento anche ala situazione legata al Var, che verrà regolarmente utilizzato al ritorno in campo. "Nella stanza resteranno due arbitri, Var e Avar, e l'operatore, mentre solo la persona addetta a inviare le immagini alla regia sarà in un'altra sala - spiega Rizzoli ai microfoni di Radio Rai - Quindi tre persone nella stessa sala, un maggiore distanziamento e poi anche plexigrass e l'utilizzo delle mascherine: auspichiamo che non ci sia alcun tipo di rischio".

Una novità invece potrebbe essere l'allargamento delle sostituzioni da tre a cinque, come già hanno cominciato a fare in Bundesliga. "Da un punto di vista regolamentare è importante che non possano essere utilizzate dagli allenatori strategie per perdere tempo, mantenendo la possibilità di fare questi cinque cambi in soli tre slot. È un'opportunità dovuta al rischio di infortuni per le tante partite che si dovrebbero giocare in un arco temporale ristretto, con match ogni quattro giorni. Ma saranno la Federazione e le leghe a decidere se accettare la novità".