Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri

Milano, 17 ottobre 2019 - "Non parlo ancora bene l'inglese, ma sto imparando". Se non è un'ammissione, poco ci manca. Massimiliano Allegri è perfettamente cosciente di essere uno dei maggiori indiziati per la panchina del Manchester United, nel caso - tutt'altro che remoto - che la dirigenza del Red Devils decida di esonerare Ole Gunnar Solskjaer. Pogba e compagni si sono resi protagonisti di un pessimo avvio di stagione, fatto di soli due successi in Premier League, a fronte di tre sconfitte e altrettanti pareggi. E domenica a Old Trafford arriva la capolista Liverpool, che finora le ha vinte tutte. Un k.o. per giunta pesante potrebbe davvero costare a Solskjaer il proprio posto.

Allegri eventualmente sarebbe pronto a raccogliere la sfida. "Amo mettermi in discussione e quando sono arrivato alla Juventus, dopo gli anni di Antonio Conte, molti hanno pensato che mi sarei bruciato - le parole del tecnico livornese al sito polacco Przeglad Sportowy - Non era un compito facile, ho trovato una squadra che aveva bisogno di essere ricostruita, ho dovuto cercare modi per stimolare il gruppo, ho ascoltato e cambiato, ma non ho fatto rivoluzioni. Occorre sempre stabilire tre tipi di obiettivi: a breve, medio e lungo termine. Non ti devi fissare sui sistemi di gioco, ma sfruttare le caratteristiche dei giocatori, sapendo che non possono essere uguali".

Il riferimento non può che essere anche quanto avvenuto con Mario Mandzukic: da punta centrale, Allegri lo ha lentamente spostato sulla fascia sinistra nelle ultime stagioni in bianconero. "L'allenatore deve chiedere al giocatore quanto può offrire. Ecco perché Mandzukic è speciale per me, mi ha dato un incredibile spazio di manovra". E questo rapporto fra l'allenatore ex Juve e l'attaccante croato potrebbe continuare anche a Manchester, visto che entrambi sono nel mirino dello United.