Alessandro Florenzi in campo con il Valencia
Alessandro Florenzi in campo con il Valencia

Roma, 4 maggio 2020 - "A breve faremo dei test, abbiamo fatto le analisi del sangue per gli anticorpi. Poi si comincerà individualmente, poi in piccoli gruppi e a gruppi interi. Poi si proverà a ricominciare il campionato a porte chiuse". Con queste parole Alessandro Florenzi descrive la lenta riapertura degli allenamenti in Spagna, nel collegamento in diretta con Marco Montemagno. Tantissimi i temi toccati dal giocatore nel corso della lunga chiacchierata, compreso quello sul suo futuro che al momento appare incerto.

Il giocatore spiega anche cosa prova un romano a difendere i colori giallorossi, ricordando anche i suoi amici Totti e De Rossi che hanno scritto pagine importanti della storia della loro squadra: "Internamente a noi bastava uno sguardo. Bastava poco a far capire agli altri quanto per noi contasse quella maglia o quanto per noi contasse una partita. Bastava che ci guardassero negli occhi, eravamo posseduti. Difendere la maglia della tua città è un grande orgoglio ma anche una grande responsabilità: hai sempre gli occhi puntati addosso. È una bella responsabilità. Un giocatore romano per i tifosi romani è un qualcosa di unico, come unico è il rapporto che ho con Totti e De Rossi". 

Ma adesso per Florenzi è tempo di pensare al futuro. A giugno tornerà in Italia, ma i suoi piani non sono ancora definiti: "I prossimi due anni saranno fondamentali per quelli che sono i miei obiettivi. Io entro in un’età dove psicologicamente e mentalmente sarò al top. Poi avremo Europei e Mondiali in due anni. Viene tutto a cecio, e dovrò farmi trovare pronto e giocare il più possibile. Finito questo prestito tornerò alla Roma ma non so cosa farò tra 4 mesi, ma ci saranno questi due appuntamenti fondamentali che sono Europeo e Mondiale e vedremo". Ovviamente non poteva mancare il rapporto tra la Serie A e la Liga: "Di calcio qui ne ho vissuto poco, ho fatto tre o quattro partite. Sembra più aperto come calcio, meno tattico. Le squadre sono molto propense all’attacco. Io ho vissuto in una città dove il calcio è parte integrante. La passione che c’è per il calcio a Roma c’è a Buenos Aires, al Boca Juniors. Ho trovato meno passione e un po’ più di libertà qui. In stazione abbiamo fatto il biglietto come persone normali, a Roma avevamo la scorta".