A sinistra Damiano Tommasi, presidente di AIC (ANSA)
A sinistra Damiano Tommasi, presidente di AIC (ANSA)

Roma, 20 maggio 2020 – Non si è fatta attendere la dura reazione dell’Associazione Italiana Calciatori a seguito delle decisioni dell’ultimo Consiglio della Figc che si è tenuto proprio oggi. A scatenare la protesta dell’Assocalciatori è in particolare la norma  che ha fissato a fine agosto il termine ultimo per l’iscrizione ai campionati ma che soprattutto ha stabilito il vincolo del pagamento degli stipendi netti del solo mese di maggio. 

"Siamo sorpresi e molto delusi dalle nuove norme d’iscrizione ai campionati che consentono a tutti i club dalla Serie A alla Serie C di pagare un solo mese di stipendio netto da qui a fine campionato", ha sbottato Umberto Calcagno, vicepresidente AIC. "Un comportamento assurdo e una proposta irricevibile", ha continuato Calcagno che poi ha annunciato una possibile protesta degli atleti: "Domani valuteremo assieme ai calciatori il da farsi ma siamo seriamente preoccupati. Questa è la volta che qualcuno protesta sul serio".

A fargli eco ci ha pensato Damiano Tommasi, numero uno dell’Assocalciatori: "I giocatori sono stati in campo fino al 15 marzo e poi si sono allenati durante tutto il lockdown con un preparatore atletico ma adesso i club possono non pagare loro quel periodo di lavoro. Sono deluso e preoccupato per come stanno andando le cose in Federazione e in questo calcio perché si prendono decisioni con mascherine e conference call ma poi in campo si mandano i giocatori. Gli imprenditori del calcio chiedono aiuti economici a tutte le leghe per poi non pagare i giocatori. Ribadisco che sono molto preoccupato".