di Mattia Todisco I colleghi che hanno i diritti sull’Europa League ci hanno provato. Davanti a Conte, una domanda sul futuro l’hanno fatta, ma il tecnico ha glissato: quel che aveva da dire l’ha detto e ha ottenuto svariati effetti, tra i quali un colloquio telefonico con Steven Zhang. Al di fuori di queste dinamiche, ha avuto in dono anche la permanenza di Sanchez. Regalo non da poco: oggi il cileno ci sarebbe stato comunque, ma senza accordo per la rescissione dal Manchester United e per il successivo triennale con l’Inter, quella con gli spagnoli sarebbe stata la sua ultima gara della stagione. Per l’Inter quella odierna sarà la prima in Europa League...

di Mattia Todisco

I colleghi che hanno i diritti sull’Europa League ci hanno provato. Davanti a Conte, una domanda sul futuro l’hanno fatta, ma il tecnico ha glissato: quel che aveva da dire l’ha detto e ha ottenuto svariati effetti, tra i quali un colloquio telefonico con Steven Zhang. Al di fuori di queste dinamiche, ha avuto in dono anche la permanenza di Sanchez. Regalo non da poco: oggi il cileno ci sarebbe stato comunque, ma senza accordo per la rescissione dal Manchester United e per il successivo triennale con l’Inter, quella con gli spagnoli sarebbe stata la sua ultima gara della stagione.

Per l’Inter quella odierna sarà la prima in Europa League dopo il lockdown. La doppia sfida degli ottavi di finale con il Getafe è diventata uno scontro sui 90’, gara secca, con in palio sempre lo stesso traguardo: il pass per i quarti, dove in caso di successo l’Inter affronterà la vincente di Bayer Leverkusen-Glasgow Rangers. Prima però c’è da superare l’ostacolo iberico e nonostante il forte calo del periodo post-pandemia (da quarti a ottavi in Liga con tanto di esclusione dalla zona coppe europee) Conte è convinto che non sarà una passeggiata. "Farò tutto quello che è nelle mie possibilità – dice l’allenatore a Sky -. Siamo qui con i ragazzi per cercare di ottenere il massimo, poi è inevitabile che ci sono gli altri che vorrebbero rubarci l’idea ma dobbiamo andare step by step. La partita sarà di un indice di difficoltà alto e dobbiamo pensare a questa, poi eventualmente penseremo alla prossima. È una partita da dentro o fuori e dovremo essere bravi a dimostrare la voglia di andare avanti e di superare l’avversario".

Il paragone tecnico per far capire con chi si avrà a che fare stasera a Gelsenkirchen (ore 21, diretta TV8) lo fa Samir Handanovic: "Loro sono una sorpresa già da due anni in Liga, mi sembra il primo Atletico di Simeone. È una squadra ostica, sa cosa vuole e dove arrivare. Non sarà una partita semplice, bisognerà prepararsi bene e fare quello che sappiamo". Sorpresa delle sorprese, il capitano interista accenna anche un sorriso in conferenza stampa e nell’argomentare sul periodo positivo della squadra usa un termine derivante dal dialetto napoletano: "La nostra forza è che fisicamente e psicologicamente stiamo bene. Lo abbiamo dimostrato nelle ultime 3-4 partite in cui tutta la squadra si è preoccupata di non prendere gol, perché difesa e portiere non bastano. Ci abbiamo messo più tigna, più cazzimma".

Pochi i cambi previsti rispetto alla gara vinta contro l’Atalanta. Conte potrebbe addirittura affidarsi a dieci undicesimi visti in campo dal 1’ a Bergamo, con il solo avvicendamento a destra tra D’Ambrosio e Candreva. In difesa ballottaggio Godin-Skriniar. Eriksen dovrebbe accomodarsi nuovamente in panchina.

Queste infine le probabili formazioni di Inter-Getafe (stasera ore 21).

Inter (3-4-1-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 87 Candreva, 23 Barella, 77 Brozovic, 5 Young; 24 Eriksen; 10 Lautaro Martinez, 9 Lukaku (2 Godin, 7 Sanchez, 11 Moses, 15 Young, 20 Borja Valero, 5 Gagliardini, 27 Padelli, 33 D’Ambrosio) All. Conte

Getafe (4-4-2): 13 Soria, 16 Etxeita, 22 Damian Suarez, 2 Djiené, 24 Timor, 17 Olivera; 12 Nyom, 20 Maksimovic, 15 Cucurella; 7 Mata, 19 Molina (1 Chichizola, 6 Chema, 8 Portillo, 23 Jason, 9 Angelo, 11 Diedhiou) All. Bordalas

Arbitro: Taylor (Ing)