di Leo Turrini Storie di donne nell’uovo di Pasqua. Storie italiane, da conservare ma anche da raccontare. Siamo notoriamente un Paese in cui la differenza di genere continua ad essere penalizzante. Non più, è lecito sperare!, sulla frontiera dell’agonismo. L’ennesima impresa di Federica Pellegrini non sarà l’ultima, conoscendo il soggetto. Capace di qualificarsi nei 200 stile libero per la quinta Olimpiade consecutiva, la Divina del nuoto è il simbolo di una continuità che si fa resistenza. A 32 anni, età...

di Leo Turrini

Storie di donne nell’uovo di Pasqua. Storie italiane, da conservare ma anche da raccontare. Siamo notoriamente un Paese in cui la differenza di genere continua ad essere penalizzante. Non più, è lecito sperare!, sulla frontiera dell’agonismo.

L’ennesima impresa di Federica Pellegrini non sarà l’ultima, conoscendo il soggetto. Capace di qualificarsi nei 200 stile libero per la quinta Olimpiade consecutiva, la Divina del nuoto è il simbolo di una continuità che si fa resistenza. A 32 anni, età veneranda per una Sirenetta in piscina, l’ex ragazza del Veneto ha battuto e buttato anche le scorie del Covid. Vederla piangere di felicità ha restituito ad ognuno di noi la voglia di scampare alla rassegnazione, quotidianamente in agguato nel tempo che ci è dato vivere.

E chissà, magari un giorno la Fede infinita ce la ritroveremo non più in giuria di un talent show ma sui banchi del governo. È appena accaduto ad un’altra grande donna olimpica: Mario Draghi ha affidato a Valentina Vezzali le problematiche dello sport italiano, drammaticamente acuite dal disastro pandemico. Di sicuro alla Regina del fioretto non difetta la conoscenza della materia. Ha trascorso una vita tra pedana e palestra, “infilzando” avversarie di ogni continente. Qui si immagina non avrà paura degli emendamenti in Parlamento.

Ad un ruolo direttivo (e che ruolo!) aspira pure Antonella Bellutti. Da ciclista, ha vinto due ori olimpici sul velodromo: nel 1996 ad Atlanta si impose nell’inseguimento, nel 2000 a Sydney trionfò nella prova a punti. Un record, non a caso femminile. Non contenta, Antonella partecipò anche ai Giochi invernali del 2002, nel bob. Adesso la bolzanina si è candidata alla presidenza del CONI. Difficile possa battere l’uscente Malagò e il suo ex presidente della federciclismo, Di Rocco: ma già avere una donna in lizza per la poltronissima del comitato olimpico nazionale, da sempre regno dei maschi, è una notizia.

E poi. Poi abbiamo da poco lasciato alle spalle un inverno in cui sono state le ragazze a far sventolare il tricolore sulle piste del Circo Bianco. Tra parallelo e gigante Marta Bassino ha portato a casa un titolo mondiale e la Coppa di specialità, mentre Sofia Goggia, a dispetto di un infortunio, ha conquistato il trofeo riservato alle discesiste.

Donne, donne, donne. Più forti dei luoghi comuni e proiettate sul futuro. Larissa Iapichino è la figlia di Fiona May: come la madre, atterra nella buca di sabbia del lungo con una grazia che lascia immaginare capolavori dorati. Basta solo avere pazienza. E di pazienza, da sempre, le nostre donne ne hanno tantissima.