Andrea Pirlo, 41 anni: prima stagione assoluta da tecnico, ha vinto la Supercoppa
Andrea Pirlo, 41 anni: prima stagione assoluta da tecnico, ha vinto la Supercoppa
di Gianmarco Marchini Nell’attesa di capire se la Super Lega ci è o ci fa, la Juventus stasera non può prendere altri impegni. Perché mentre i bianconeri tentennano con un piede in due staffe, alle 20.45 all’Allianz Stadium si presenterà un Parma disperato che ha più di un piede nel baratro della serie B. Classica situazione in cui l’avversario non ha niente da perdere: lo scenario più insidioso per chi, come Andrea Pirlo, ha invece davvero tutto da rimetterci. Sin dallo...

di Gianmarco Marchini

Nell’attesa di capire se la Super Lega ci è o ci fa, la Juventus stasera non può prendere altri impegni. Perché mentre i bianconeri tentennano con un piede in due staffe, alle 20.45 all’Allianz Stadium si presenterà un Parma disperato che ha più di un piede nel baratro della serie B. Classica situazione in cui l’avversario non ha niente da perdere: lo scenario più insidioso per chi, come Andrea Pirlo, ha invece davvero tutto da rimetterci. Sin dallo scorso agosto peraltro, quando sapeva benissimo che accettando da apprendista tecnico la panchina più pesante d’Italia si sarebbe esposto a critiche e rischi di bruciature precoci.

Di certo, l’ex numero 21 più forte della storia azzurra non si immaginava di ritrovarsi il ventuno di aprile fuori dalla Champions, lontano anni luce dalla vetta in campionato e, addirittura, con la miseria di due punti di vantaggio sulla quinta. Ecco perché ieri il diretto interessato parlava di "sette finali per meritarmi la conferma". Pirlo è consapevole che il suo bonus credibilità è stato speso quasi interamente e fallire la qualificazione alla prossima Champions gli sarebbe fatale.

Allora cosa c’è di più sicuro in questi casi se non affidarsi alla voglia di rivalsa di un Cristiano Ronaldo furioso? Il portoghese rientra dopo giorni di grande tensione con l’ambiente, con punte di gelo mai raggiunto in questi tre anni a Torino: prima la maglia gettata a terra nel post-partita con il Genoa, poi l’assenza colorata di giallo nella trasferta di Bergamo. E ora il ritorno, per rivendicare la sua indispensabilità, qualora i numeri della stagione non bastassero ai suoi detrattori: 4 gare in campionato senza CR7, 3 pareggi e una sconfitta, quella con l’Atalanta appunto. Oltretutto, Ronaldo vuole rimettere i puntini anche sulle ’i’ di cannonieri: è in testa a quota 25 gol, un bottino che vuole gonfiare anche perché gli mancano tre marcature per raggiungere il traguardo dei cento gol in maglia juventina. E si sa quanto il ragazzo di Funchal sia sensibile ai grandi numeri. Quella a cui ci aveva abituato anche Paulo Dybala che stasera dovrebbe avere la seconda chance dall’inizio dopo quella mal spesa a casa Gasperini. Il futuro del "diez" è incerto tanto quanto quello del suo tecnico, quindi anche per lui stasera comincia la prima di sette finali. In questo rush, la Juve ritrova anche Bernardeschi guarito ieri dal Covid.