Quando si parla di Gigi Buffon, è inevitabile tirare in ballo i suoi numeri da campionissimo, in continuo e infinito aggiornamento. Ieri sera, per la sua 1.107esima partita della carriera tra i professionisti, ha reindossato la maglia del ‘suo’ Parma dopo più di venti anni (l’ultima presenza risaliva al 17 giugno 2001), ed erano quasi 26 quelli trascorsi dalla sua prima abbagliante partita con i crociati, quel Parma-Milan del 19 novembre 1995 che gli bastò per mostrare...

Quando si parla di Gigi Buffon, è inevitabile tirare in ballo i suoi numeri da campionissimo, in continuo e infinito aggiornamento. Ieri sera, per la sua 1.107esima partita della carriera tra i professionisti, ha reindossato la maglia del ‘suo’ Parma dopo più di venti anni (l’ultima presenza risaliva al 17 giugno 2001), ed erano quasi 26 quelli trascorsi dalla sua prima abbagliante partita con i crociati, quel Parma-Milan del 19 novembre 1995 che gli bastò per mostrare al mondo tutte le sue qualità.

Però poi, al di là delle cifre, è sempre l’emozione che prevale. Quella di vedere all’opera uno dei più grandi portieri di sempre.

Ed è sorprendente ogni volta vedere la grinta e la classe che riesce a mettere in campo, anche se ora il palcoscenico è quello della serie B.

Gigi apre la sua esperienza di ritorno "a casa" (ma sarà poi l’ultima?) con un pari importante a Frosinone in quello che era il big match nella giornata di esordio della cadetteria in questa stagione.

Subito un brivido per il portierone, visto il colpo di testa di Ciano finito alto di pochissimo al 10’. Poi c’è stato anche spazio per un mezzo pasticcio in area in un disimpegno complicato con i suoi difensori nella propria area. Al 31’ il gol di casa con Zerbin, uno nato quando Gigi era già una stella del massimo campionato e giocava in Nazionale.

Il Parma ha ribaltato la gara con Tutino e Man tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo, sognando tre punti che la proprietà americana avrebbe assai gradito. Ma nel finale all’89’ è arrivata la doccia fredda del pari, firmato Charpentier, con Gigi che inutilmente ha provato a fermare il pallone indirizzato di testa all’angolino. Non c’è stato attimo della partita in cui Buffon non abbia incitato i suoi, dato indicazioni (persino al suo allenatore Enzo Maresca, ex compagno alla Juve), mostrando un feroce attaccamento alla causa e una voglia di vincere semplicemente inscalfibile. Siamo convinti che la vittoria sfumata abbia amareggiato Buffon più di ogni altro. Prende un punto forse insperato Fabio Grosso, allenatore del Frosinone, compagno di Gigi nell’Italia che conquistò il mondo nel 2006. La gara clou di ieri in B è stata funestata dalla morte di un tifoso di casa 46enne che era in fila con il figlio per entrare allo ‘Stirpe’ e che è stato colto da malore. Inutili i soccorsi portati all’uomo, per quanto tempestivi.

Paolo Grilli