Paulo Dybala, 27 anni, e Cristiano Ronaldo, 36: riscatto Juve dopo il ko col Milan
Paulo Dybala, 27 anni, e Cristiano Ronaldo, 36: riscatto Juve dopo il ko col Milan
di Paolo Grilli Pirlo vince la sfida tra giochisti con De Zerbi e mantiene vive, anche se ancora ridotte al lumicino, le speranze di Champions di una Juve che dopo i ceffoni del Milan riesce a ritrovarsi e a salvare un po’ di onore. Sono i miti a tenere a galla i bianconeri. Prima Buffon para il rigore di Berardi, lasciando rimpianti a tonnellate proprio quando il suo addio alla Signora diventa...

di Paolo Grilli

Pirlo vince la sfida tra giochisti con De Zerbi e mantiene vive, anche se ancora ridotte al lumicino, le speranze di Champions di una Juve che dopo i ceffoni del Milan riesce a ritrovarsi e a salvare un po’ di onore.

Sono i miti a tenere a galla i bianconeri. Prima Buffon para il rigore di Berardi, lasciando rimpianti a tonnellate proprio quando il suo addio alla Signora diventa definitivo, poi è Ronaldo, a fine primo tempo, a siglare a modo suo – ovvero da campionissimo – il 2-0 dopo che Rabiot aveva firmato il vantaggio. Rete numero 100 per CR7 in bianconero, in nemmeno tre stagioni. Cifre che basterebbero a scacciare ogni tipo di critica, eppure anche il portoghese resta sul banco degli imputati per un’annata che passerà alla storia per i mancati successi della Signora. E poi c’è Dybala a mettere la ciliegina, per non essere da meno. Anche per lui è la centesima rete in bianconero. Quanto è mancato, Paulo, nell’annata storta ed anomala del virus.

Gara vera, aperta, quella del Mapei: gli obiettivi pulsanti di entrambe scatenano le idee più che inibire le giocate.

Il Sassuolo è uno spettacolo, come quasi sempre. Berardi, rigore a parte, è una spina nel fianco. E anche Boga è responsabile di immediati mal di testa tra i bianconeri. Senza contare poi Raspadori, ispiratissimo con l’azzurro all’orizzonte e magistrale nel marcare nella ripresa per l’illusorio 1-2. Ma la Signora la spunta con quello che ha e che spesso la lasciato in cantina: la classe. Anche quella di Rabiot, che ha dato il la alla vittoria con uno dei suoi rari ma abbaglianti lampi. In 72 ore la Juve ha ritrovato una verve che col Milan nemmeno era stata abbozzata. Ma ora sembra davvero troppo tardi per riaggiustare una stagione maledetta, con le dirette concorrenti tutte vincenti nell’ultimo turno settimanale del campionato. I rimpianti aumentano, con quello che si è visto. E i dubbi pure, guardando alla classifica, al bilancio e alla Uefa che non vuole fare sconti dopo la bolla della Superlega.