Nella foto in alto, Federica Brignone durante una delle sua attività di pulizia dei fiumi nel progetto ’Traiettorie liquide’, qui sopra in azione sugli sci
Nella foto in alto, Federica Brignone durante una delle sua attività di pulizia dei fiumi nel progetto ’Traiettorie liquide’, qui sopra in azione sugli sci
di Gianmario Bonzi Avanti fino a dove ti porta il cuore. Che sia l’intesa con il fratello Davide, sempre al suo fianco; o l’amore per la natura e il forte impegno ambientalista, che l’ha portata a pulire il fiume Noce in Val di Sole con tanti bambini trentini, d’estate, scovando una marea di rifiuti scaricati, nell’ambito del suo progetto ’Traiettorie Liquide’. Federica Brignone non lascia (avevamo pochi dubbi), ma raddoppia: con nuove motivazioni e la serenità interiore che in squadra non aveva più. E adesso (il 23 ottobre in Austria l’opening stagionale) proverà a "ballare da sola", per una gestione autonoma particolare. Una mezza rivoluzione: per lei, quanto mai doverosa. Federica, come sta e come ha vissuto l’onda lunga dei trionfi azzurri? "La mia estate è stata...

di Gianmario Bonzi

Avanti fino a dove ti porta il cuore. Che sia l’intesa con il fratello Davide, sempre al suo fianco; o l’amore per la natura e il forte impegno ambientalista, che l’ha portata a pulire il fiume Noce in Val di Sole con tanti bambini trentini, d’estate, scovando una marea di rifiuti scaricati, nell’ambito del suo progetto ’Traiettorie Liquide’. Federica Brignone non lascia (avevamo pochi dubbi), ma raddoppia: con nuove motivazioni e la serenità interiore che in squadra non aveva più. E adesso (il 23 ottobre in Austria l’opening stagionale) proverà a "ballare da sola", per una gestione autonoma particolare. Una mezza rivoluzione: per lei, quanto mai doverosa.

Federica, come sta e come ha vissuto l’onda lunga dei trionfi azzurri?

"La mia estate è stata molto bella, ho praticato come sempre un sacco di sport, ho portato avanti tanto allenamento atletico, vivendo come piace a me, con gli amici, all’avventura. Da grande appassionata di tutte le discipline per Tokyo 2020 mi sono poi abbonata a Discovery+ per guadarmi le gare on-demand, non potendo svegliarmi di notte. Ho seguito tanto, in primis l’atletica, ma anche il tiro con l’arco, il ciclismo, la ginnastica artistica. Sono stati tutti fantastici".

Come si è allenata?

"In fondo non è cambiato tanto, nel senso che chi mi aiutava di più, Sbarde (Mauro Sbardellotto, skiman, NdC), mio fratello (Davide), Fede Colli (preparatore atletico) e i mental coach, sono sempre con me. Ho sciato poco d’estate, molto da fine agosto a oggi, lavorando tantissimo fisicamente e devo dire che sto veramente bene, senza acciacchi: ogni anno alzo l’asticella e a tutt’oggi per starmi dietro dico che... ce ne vuole (ride)!".

Una situazione particolare la sua quest’anno, no?

"Per tutta l’estate mi sono aggregata ad altre squadre della FISI, ai maschi, persino quelli della discesa, poi alle polivalenti o a qualche ragazza della ’B’. E’ diverso, sì, ma ha funzionato: io mi sono trovata bene, faccio il mio programma, e, per dire, se sono con i maschi e voglio fare 2 giri in più, non è che mi tolgono il tracciato. E’ una collaborazione: se ho bisogno, mi aiutano, anche con il fisioterapista, cose così. Mi hanno accolta al meglio".

Cos’era successo esattamente nella scorsa stagione?

"Non sono stata bene, per una serie di motivi, non ce l’avrei fatta a continuare così. Non voglio dare colpe a nessuno. Però ero molto stufa di tutto e allora a fine annata ho chiesto di avere un programma personalizzato, per essere più indipendente. In fondo sono quella che fa più gare, dallo slalom alla discesa. Mi è stato risposto che l’unica soluzione era il Team Elite, già esistente, ma mio fratello non sarebbe più stato presente, mentre io volevo continuare con lui e quindi si è studiata una soluzione alternativa. Penso che i risultati si siano visti, da quando mi segue Davide, non è una cosa campata per aria. Ho fatto anche più di quello che mi sarei aspettata da ragazzina, in carriera, e ora vorrei chiudere come piace a me, solo per il piacere di farlo, senza star male".

Con Goggia?

"Non andiamo d’accordo, può capitare. E’ questione di carattere. Tutto qui".

E allora cosa chiede ancora a questa sua carriera?

"Intanto, di vincere almeno una gara in Coppa del Mondo, in modo da arrivare a quota 17 (a 16, come lei, c’è Deborah Compagnoni, e le due curiosamente condividono anche il numero di podi nel circuito, 44) e magari condire il tutto con un’altra medaglia olimpica. Adesso sto sciando per il gusto di farlo, se a giugno non avevo tanto voglia, ora sono motivata, sto bene e vivo in maniera serena. Se mi deve pesare come un anno fa, davvero non vale più la pena".

Il suo rapporto con i Giochi come lo definirebbe?

"Probabilmente saranno le mie ultime Olimpiadi, mi hanno detto che le piste sono difficili: cerco quell’oro che manca nel mio palmares, potrebbe essere un bell’obiettivo. Io rimango donna da Coppa , ma i Giochi sono un sogno lungo 4 anni".