di Gianmario Bonzi Engadina conquistata da una squadra di sci alpino femminile pronta ormai a restare nella storia, e non solo per il record di Federica Brignone, da ieri l’azzurra più vincente, meglio di Deborah Compagnoni. Engadina terra preferita dalle azzurre, verrebbe da pensare, visto che dal 1999, cioè da quando si corre il superG femminile a St. Moritz in Coppa del Mondo, nessuna località ha regalato più doppiette all’Italia della pista svizzera: ben quattro, con Putzer-A. Merlin (1999), Putzer-Ceccarelli (2001), Goggia-Brignone (2019) e ieri, per un trionfo in parte annunciato dopo il terribile volo (senza grosse conseguenze, per fortuna) di Lara Gut,...

di Gianmario Bonzi

Engadina conquistata da una squadra di sci alpino femminile pronta ormai a restare nella storia, e non solo per il record di Federica Brignone, da ieri l’azzurra più vincente, meglio di Deborah Compagnoni.

Engadina terra preferita dalle azzurre, verrebbe da pensare, visto che dal 1999, cioè da quando si corre il superG femminile a St. Moritz in Coppa del Mondo, nessuna località ha regalato più doppiette all’Italia della pista svizzera: ben quattro, con Putzer-A. Merlin (1999), Putzer-Ceccarelli (2001), Goggia-Brignone (2019) e ieri, per un trionfo in parte annunciato dopo il terribile volo (senza grosse conseguenze, per fortuna) di Lara Gut, Brignone-Curtoni. Poche storie: la squadra di velocità guidata da Gianluca Rulfi è la più completa al mondo e pensare che manca all’appello una potenziale campionessa come Laura Pirovano, classe ‘97, fuori per tutta la stagione. Da Lake Louise a St. Moritz, dalle Rocky Mountains al Canton Grigioni, solo Shiffrin o la citata Gut possono pensare di mettere i bastoni tra le ruote al team azzurro. Ieri il secondo superG consecutivo ha chiuso la difficile trasferta rossocrociata tra nebbia, nuvole (sabato) e vento (domenica), con partenza inevitabilmente abbassata e tracciatura azzardata, molto più vicina alla discesa; e tra le porte ’cieche’ e i dossi di St. Moritz è un rischio folle, non a caso in 11 su 56 sono finite fuori e in due (Gut, Wright) a tutta velocità contro le reti di protezione, per fortuna senza grosse conseguenze. E proprio nel punto più veloce della pista, dove la ticinese è volata per la tangente, Federica Brignone ha costruito il suo capolavoro storico, dimostrandosi la più brava di tutte per tattica e tecnica, chiudendo poi in 57’’81 un superG sprint, ma insidioso. Il trionfo è stato poi completato da Elena Curtoni, in gran forma, seconda (sesto podio per lei in Coppa) a soli 11 centesimi e con il ’colpo in canna’ per le prossime gare. Mica finita: la giornata azzurra è stata illuminata anche da Sofia Goggia (6ª, di nuovo pettorale rosso in superG, come in discesa), con Bassino ottava e Marsaglia nona.

Per Federica si apre la porta della storia: successo n°17 nel circuito maggiore, uno in più di Deborah Compagnoni, e quindi come nessuno mai a livello femminile, in Italia; oltretutto, il 5° in superG (e il primo a St. Moritz) è un altro primato nazionale: "Una vittoria che va al di là delle cifre statistiche - dice la valdostana, figlia d’arte - una delle più belle della mia carriera: sudata, voluta e cercata. Battere il risultato di Deborah Compagnoni è incredibile anche perché lei aveva Mauro Sbardellotto, che è il mio skiman attuale, e penso sia una bellissima caratteristica che ci unisce. E’ stata una grande atleta e spero di continuare a vincere. Non sono sola, nel team Italia ci sono tante ragazze che possono vincere tanto come Sofia Goggia e Marta Bassino. Spero di continuare così dopo questo traguardo incredibile".

Superg femminile St. Moritz: 1ª Brignone (ITA) 57’’81; 2ª Curtoni (ITA) a 0’’11; 3ª Shiffrin (USA) a 0’’43.

Classifica Coppa del Mondo (dopo 10 gare): 1ª Shiffrin (USA) 525 p.ti; 2ª Goggia (ITA) 435.

Slalom maschile Val d’Isere: 1° Noel (FRA) 1’30’’52; 2° Jakobsen (SWE) a 1’’40; 3° Zubcic (CRO) a 1’’85; 9° Razzoli (ITA) a 2’’17.

Classifica Coppa del Mondo (dopo 8 gare): 1° Odermatt (SUI) 446 p.ti; 16° Paris (ITA) 84.