Brahim Diaz festeggia l’1-0 con Theo Hernandez, autore dell’assist: il francese firmerà poi anche il raddoppio del Milan
Brahim Diaz festeggia l’1-0 con Theo Hernandez, autore dell’assist: il francese firmerà poi anche il raddoppio del Milan
Mattia Todisco Milano In attesa del Napoli, è ancora Milano a guardare tutti dall’alto. Con l’Inter già a quota 13 dopo il successo a Firenze, toccava ieri al Milan tenere il passo e l’impresa è riuscita. Per un’ora e più il Venezia ha resistito, serrando le fila e concedendo poco a una squadra che pur incerottata ha obiettivi stagionali di diverso tenore. Serve un acuto di Brahim Diaz, fra i titolari che restano a Pioli nello stilare la formazione, a sciogliere la tensione prima che Hernandez (autore dell’assist) chiuda i conti con il 2-0. Il tecnico fa i conti con...

Mattia Todisco

Milano

In attesa del Napoli, è ancora Milano a guardare tutti dall’alto. Con l’Inter già a quota 13 dopo il successo a Firenze, toccava ieri al Milan tenere il passo e l’impresa è riuscita. Per un’ora e più il Venezia ha resistito, serrando le fila e concedendo poco a una squadra che pur incerottata ha obiettivi stagionali di diverso tenore.

Serve un acuto di Brahim Diaz, fra i titolari che restano a Pioli nello stilare la formazione, a sciogliere la tensione prima che Hernandez (autore dell’assist) chiuda i conti con il 2-0. Il tecnico fa i conti con assenze numerose e importanti. Qualche elemento di rilievo è in panchina pronto a subentrare all’occorrenza (Tomori, Hernandez, Kessie) ma senza Ibrahimovic e Giroud, con Pellegri ancora lontano dall’essere in cima alle gerarchie, manca l’ariete da poter schierare.

Rebic deve districarsi di nuovo da punta centrale. Non una novità assoluta, né una bestemmia tecnica, perché il croato (il cui connazionale e rivale cittadino Perisic è in tribuna ad assistere alla sfida) ha le armi per far male. Svaria su tutto il fronte, manca di poco il bersaglio con un’inzuccata su corner di Tonali, è il terminale più pericoloso di un Milan che produce a sprazzi e contiene senza patemi le rare sortite dei veneti.

Zanetti dispone i suoi con ordine, facendo densità nella fascia centrale. Lateralmente si apre qualche varco, ma a destra Kalulu e Florenzi mancano la porta una volta a testa, mentre a sinistra Leao sfonda e trova le mani di Maenpaa a deviare il suo pericoloso cross basso. Finché il risultato resta in bilico, il Venezia resta al suo posto nell’attesa di un’occasione. Peretz non la coglie, sfiorando soltanto un pallone di testa dall’interno dell’area piccola, a pochi passi da Maignan. Per Pioli è uno scampato pericolo, con l’intervallo che incombe.

Manca un pizzico di precisione, alla squadra di casa. Le circostanze favorevoli non fanno il paio con i tiri in porta perché sia Tonali che Diaz hanno il mirino sfalsato nei metri decisivi. Il giovane azzurro, in compenso, offre una dimostrazione ulteriore della sua crescita, è sempre nel vivo dell’azione, ha abbandonato i timori che hanno offuscato la sua prima stagione in rossonero.

Alla ricerca del vantaggio, il Milan alza il baricentro e punta sulle forze fresche che Pioli fa alzare dalla panchina (Tomori, Hernandez e Saelemaekers entrano tutti e tre insieme al quarto d’ora). Sempre Tonali cerca un rigore che Pezzuto fa bene a non assegnare. Serve l’acuto del 10, Brahim Diaz, servito da Hernandez. Un gol facile, a porta vuota, quanto importante per scacciare i fantasmi di un pari in casa contro una squadra che lotterà presumibilmente per la salvezza. Il raddoppio lo segna Hernandez, dopo una grande azione di Saelemakers. Pochi minuti prima Maenpaa aveva respinto una punizione del francese rimandando la seconda capitolazione. Solo di qualche minuto.