di Doriano Rabotti Le spalle si sono allargate presto, per portare il peso di dover crescere in fretta. Oggi le spalle di Alessandro Bovolenta sono quelle muscolose di un talento della pallavolo italiana, che da martedì prenderà parte con i compagni azzurri ai mondiali under 19 che si terranno a Teheran. La giovane Italia guidata da Vincenzo Fanizza dovrà affrontare i pari età di Brasile, Repubblica Ceca, Bielorussia e Colombia, ma pari età non vale...

di Doriano Rabotti

Le spalle si sono allargate presto, per portare il peso di dover crescere in fretta. Oggi le spalle di Alessandro Bovolenta sono quelle muscolose di un talento della pallavolo italiana, che da martedì prenderà parte con i compagni azzurri ai mondiali under 19 che si terranno a Teheran. La giovane Italia guidata da Vincenzo Fanizza dovrà affrontare i pari età di Brasile, Repubblica Ceca, Bielorussia e Colombia, ma pari età non vale per Alessandro, che ne ha 17.

E’ il figlio di Vigor Bovolenta, il campione del volley azzurro scomparso nove anni fa, il 24 marzo del 2012 mentre giocava a Macerata, portato in cielo da un problema al cuore che ha cambiato la vita di una famiglia: Vigor aveva già quattro figli, dieci giorni dopo la sua morte la moglie Federica scoprì di essere incinta del quinto, Andrea. Un mese dopo quella notte maledetta, la nazionale di Mauro Berruto giocò a Ravenna un’amichevole con ’gli amici di Bovo’, nella quale il piccolo Alessandro, che di anni allora ne aveva 7, mise a segno anche un ace entrando nel finale di un set con la maglia dell’Edilcuoghi con cui papà aveva vinto a Ravenna. Dove è cresciuto Bovolenta junior, dimostrando di aver messo a frutto nel modo migliore il doppio patrimonio genetico pallavolistico, perché la mamma è Federica Lisi, che pure giocò in nazionale, ma nel ruolo di alzatrice. Papà Vigor faceva il centrale, Alessandro fa lo schiacciatore e nel corso della stagione appena conclusa si è messo in mostra con la maglia della Consar Ravenna in serie C , mettendo a segno anche 37 punti in una sola partita in serie C.

E’ prestissimo e soprattutto ingiusto nei suoi confronti pensare oggi se Alessandro potrà ripercorrere le orme di papà, che in nazionale giocò 197 volte con la generazione dei Fenomeni vincendo un argento olimpico, due ori europei, cinque world league. Di sicuro il passaggio di Vigor su questa terra non è stato inutile: è anche grazie alla sua morte se oggi moltissimi impianti sportivi sono dotati di quel defibrillatore che forse gli avrebbe salvato la vita, in quella notte di quasi dieci anni fa.

Gli azzurrini sono campioni del mondo in carica, ma a questa età tutto cambia in fretta. Di sicuro, rivedere un Bovolenta in azzurro in una kermesse mondiale farà un effetto speciale.