Marcell Jacobs, 26 anni, campione olimpico e detentore del record europeo dei 100
Marcell Jacobs, 26 anni, campione olimpico e detentore del record europeo dei 100
dall’inviato Leo Turrini Una volata tra arsenico e vecchi rancori. Marcellino pane e vino sta per tornare a calpestare la pista magica dello stadio olimpico. Nella notte italiana, Jacobs guiderà la nostra staffetta veloce a caccia di un posto in finale. Sarà, in tutti i sensi, un sorvegliato speciale. Una volata tra arsenico e vecchi rancori, scrivevo all’inizio. Le diffidenze di taluni ambienti mediatici internazionali (in breve e senza giri di parole, già ne abbiamo accennato ieri: dubitano che l’azzurro sia...

dall’inviato Leo Turrini

Una volata tra arsenico e vecchi rancori. Marcellino pane e vino sta per tornare a calpestare la pista magica dello stadio olimpico. Nella notte italiana, Jacobs guiderà la nostra staffetta veloce a caccia di un posto in finale. Sarà, in tutti i sensi, un sorvegliato speciale.

Una volata tra arsenico e vecchi rancori, scrivevo all’inizio. Le diffidenze di taluni ambienti mediatici internazionali (in breve e senza giri di parole, già ne abbiamo accennato ieri: dubitano che l’azzurro sia pulito) suscitano “imbarazzo e dispiacere”, ha risposto per tutti il presidente del CONI. Malagò ci ha tenuto a ricordare che Marcellino ha sempre superato i test anti doping, non si è mai sottratto ai controlli e “magari qualcuno dovrebbe imparare a perdere”.

Mentre Paolo Camossi, l’allenatore del nuovo re dei 100 metri, ha replicato così a chi non giudica credibili le prestazioni cronometriche del suo allievo: “Veramente Marcell se azzecca la gara perfetta già oggi vale 9”77”.

E ti saluto e sono, aggiungerebbe il commissario Montalbano.

IL RECORD. Ora, ognuno è libero di pensarla come meglio crede. C’è una intera letteratura sul tema “la calunnia è un venticello “ e bla bla bla.

Può darsi, paradossalmente, che la stratosferica impresa del norvegese Warholm sui 400 ostacoli (record mondiale abbassato di 76 centesimi, una follia) attenui l’attenzione su Marcellino pane e vino. Nel senso che non è stato l’unico a fare qualcosa di eccezionale nel tempio dell’atletica, qui a Tokyo. Sulla pista dei miracoli, c’era già stato anche il primato planetario nel triplo della venezuelana Rojas (15,67).

Comunque, Jacobs ci si dovrà abituare, a certe cose. Di Bolt, che era Bolt, ne hanno raccontate di tutti i colori. E lui, il giamaicano, reagiva alla maniera di Clark Gable in Via col Vento: francamente, se ne infischiava.

IN QUATTRO. Per la prima apparizione dopo l’impresa, Jacobs ha un obiettivo dichiarato: “Con la staffetta possiamo andare in finale e poi chissà, ho molta fiducia nei compagni”.

Della squadra fa parte anche Filippo Tortu. Il ragazzo non è uscito bene, fin qui, dalla esperienza olimpica. La 4x100 potrebbe essere una occasione di riscatto per lui, che rimane un patrimonio del nostro sport. Si può e si deve ragionare sulle prospettive di Filippo, sui metodi di lavoro, eccetera: ma senza smanie autodistruttive.

Una curiosità: fin qui, cioè prima del miracolo, in staffetta Jacobs disputava la seconda frazione e Tortu l’ultima. Vedremo cosa decideranno i tecnici, considerata l’esplosivita’ del Bolt italiano. Completano il gruppo Desalu, Manenti e Patta. Auguri.