La Freccia è ancora Julian Alaphilippe, che sul muro più famoso di Vallonia si toglie finalmente una soddisfazione: vincere una classica in maglia iridata. E’ il sesto a riuscirci in questa corsa: nei 300 metri finali della parete di Huy, il D’Artagnan francese rimonta e fulmina Roglic. E’ il terzo successo nelle ultime...

La Freccia è ancora Julian Alaphilippe, che sul muro più famoso di Vallonia si toglie finalmente una soddisfazione: vincere una classica in maglia iridata. E’ il sesto a riuscirci in questa corsa: nei 300 metri finali della parete di Huy, il D’Artagnan francese rimonta e fulmina Roglic. E’ il terzo successo nelle ultime quattro edizioni per LouLou, che conta anche due secondi posti: meglio di lui Valverde, 41 anni domenica, che raccoglie l’ottavo podio chiudendo in scia ai duellanti. "Volevo dimostrare di esser forte di testa. Grazie ai compagni, mi sono trovato al punto giusto nel momento giusto, il resto l’hanno fatto le gambe e la voglia di vincere", racconta Alaphilippe. Testa, cuore e gambe la ricetta di un campione che diverte divertendosi: lo farà anche domenica nella Liegi, dopo l’amarezza di un anno fa, quando fu beffato da Roglic e poi penalizzato. Dei nostri Sbaragli, 25° davanti a Finetto, è il migliore, con Conci e Aru poco più indietro. La Uae di Pogacar e Hirschi non ha potuto prendere il via per le positività al covid di Ulissi e del manager Gianetti, poi risultati negativi: la squadra è vaccinata, ma la legge belga vuole che sia un laboratorio a dichiarare le false positività.

C’è una freccia anche al Tour of the Alps: nella terza tappa Gianni Moscon concede il bis. Da protagonista: entra nella fuga di giornata, attacca nel finale e a Naturno regola l’austriaco Grosschartner, con Fabbro 4° davanti a De Marchi e Antonio Nibali. "Spero di aver innescato il meccanismo vincente", dice il trentino, atteso alla Liegi: prima però c’è da aiutare Sivakov a rimontare 45“ al leader Simon Yates.

a.cos.