Roiseland trionfa e si prende il pettorale giallo
Roiseland trionfa e si prende il pettorale giallo

Hochfilzen (Austria), 13 dicembre 2020 - Si chiude senza podi la prima tappa di Hochfilzen di Coppa del Mondo di biathlon per l'Italia. Non è però un weekend negativo per i colori italiani che ritrovano competitività in ambito femminile con una Dorothea Wierer in ripresa e con rammarico dopo questa gara a inseguimento vinta da Marte Roiseland che in questo momento appare la grande favorita per la vittoria della classifica generale.

La gara

Dopo la sprint partiva in testa la bielorussa Alimbekava, ma è chiaro che tutti gli indizi portavano a Marte Roiseland, in forma strepitosa e avvantaggiata da una giornata in cui il poligono era decisamente elementare. Infatti la norvegese si è permessa di forzare sin dal primo giro, dove ha trovato un errore che però non le ha compromesso la rimonta visto che dai giri successivi il passo è rimasto dominante, ma stavolta senza sbagliare se non nell'ultimo tiro in cui non era comunque più in discussione la vittoria. Non ha potuto nulla Alimbekava nonostante la grande precisione al poligono, chiuso senza errori: la bielorussa si è dimostrata comunque competitiva limitando i danni sugli sci in modo da difendersi anche dalle grandi rimonte da dietro. Tra queste una strepitosa Hanna Oeberg che ha rimontato 25 posizioni, senza però trovare il podio che è andato a Julia Simon, indemoniata nell'ultimo giro dopo sessioni rapidissime al tiro.

Le italiane

Dorothea Wierer, che partiva dall'ottavo posto, ha ambito al podio dopo una gara perfetta fino ai poligoni a terra, quando si era ritrovata in lotta per le primissime posizioni con il sogno anche di portarla a casa. Poi in piedi sono arrivate sessioni fallose (un errore per volta) e soprattutto con tempi di rilascio non in linea con la sua carriera e ciò 'ha fatta retrocedere fino alla sesta posizione solitaria all'ultimo giro. Vittozzi invece ha sbagliato di più al poligono e dalla settima posizione di partenza ha concluso quindicesima.

SIMONE GAMBERINI

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