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29 gen 2022

Berrettini, è soltanto questione di tempo

Matteo si arrende in semifinale a Nadal dopo aver fatto paura allo spagnolo: "Sono orgoglioso, stavolta l’ho messo in difficoltà"

29 gen 2022
paolo franci
Sport
Matteo Berrettini, 25 anni, è arrivato a un passo dalla sua seconda finale in uno Slam
Matteo Berrettini, 25 anni, è arrivato a un passo dalla sua seconda finale in uno Slam
Matteo Berrettini, 25 anni, è arrivato a un passo dalla sua seconda finale in uno Slam
Matteo Berrettini, 25 anni, è arrivato a un passo dalla sua seconda finale in uno Slam
Matteo Berrettini, 25 anni, è arrivato a un passo dalla sua seconda finale in uno Slam
Matteo Berrettini, 25 anni, è arrivato a un passo dalla sua seconda finale in uno Slam

di Paolo Franci Si alzerà dal letto, lunedì mattina, tra uno sbadiglio e un caffè, sapendo che ci sono soltanto cinque giocatori al mondo più forti di lui. Perché la semifinale conquistata e persa contro uno dei tre vampiri della racchetta, Rafa Nadal, comunque gli vale uno scatto in avanti nella classifica Atp con il sesto posto conquistato ai danni di Andrej Rublev. D’accordo, ha perso (6-3 6-2 3-6 6-3), Matteo Berrettini. Però, a volte, una sconfitta può avere un sapore meno amaro nella consapevolezza di aver centrato un obiettivo straordinario, confermando di essere a pieno titolo nella ristretta ‘squad’ dei cacciatori di vampiri. Quelli che da tempo puntano a prendere il posto di Rafa-Nole-Roger. E se il ricambio sarà inevitabile e spietato, prima o poi dal punto di vista anagrafico, è chiaro come i vari Medvedev, Zverev, Tsitsipas o il nostro Berrettini, puntino a prendere il posto di quei tre – non solo in classifica: Rafa è dietro, ma solo per la lunga assenza, Roger chissà ma è dura, Nole è duro da spodestare – senza riuscire ancora a sostituirli nelle prestazioni e nell’immaginario della gente. Servono personaggi nuovi, si dice da una vita. E forse Matteo lo sta diventando. Dal punto di vista dello stile, della sportività, dell’educazione fuori dal campo è senza alcun dubbio un piccolo Federer. E il campo sta dicendo da tempo che ci siamo. Gli Open ne hanno certificato la grandezza anche dal punto di vista dei risultati. Il modo in cui ha prima dovuto combattere contro avversari e virus intestinale e poi contro ‘nemici’ in crescendo per difficoltà, ha sancito definitivamente come il tennista romano non sia figlio di un’impennata estemporanea, ma di una crescita inesorabile. E sarebbe un errore – addirittura comico - anche solo immaginare che da Nadal a Nadal poco sia ...

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