Benedetta Pilato, tarantina di 16 anni: già nel 2019 centrò un incredibile argento mondiale assoluto nei 50 rana
Benedetta Pilato, tarantina di 16 anni: già nel 2019 centrò un incredibile argento mondiale assoluto nei 50 rana
di Gianmario Bonzi Piange di gioia e si stupisce di se stessa. Pur conoscendo perfettamente il suo valore. Da tempo. Lo avevamo già detto e scritto: sui 50m rana Benedetta Pilato, 16 anni, figlia di una Puglia che tanto sta dando al nuoto italiano (pensiamo anche a De Tullio, Di Liddo), già vice iridata nel 2019 a Gwangju, potrà prendersi tutto sui 50m rana: record del mondo, oro mondiale ed europeo. Non olimpico, ahinoi, in quanto la vasca singola nella distanza più lenta, ma più tecnica, del nuoto, non è prevista nel programma a cinque cerchi. Per il primato, un sensazionale 29”30, eccoci già qua: ha bruciato le tappe e se l’è preso subito ieri, nella seconda semifinale alla Duna Arena di Budapest, cioè nello stesso impianto dove...

di Gianmario Bonzi

Piange di gioia e si stupisce di se stessa. Pur conoscendo perfettamente il suo valore. Da tempo. Lo avevamo già detto e scritto: sui 50m rana Benedetta Pilato, 16 anni, figlia di una Puglia che tanto sta dando al nuoto italiano (pensiamo anche a De Tullio, Di Liddo), già vice iridata nel 2019 a Gwangju, potrà prendersi tutto sui 50m rana: record del mondo, oro mondiale ed europeo. Non olimpico, ahinoi, in quanto la vasca singola nella distanza più lenta, ma più tecnica, del nuoto, non è prevista nel programma a cinque cerchi. Per il primato, un sensazionale 29”30, eccoci già qua: ha bruciato le tappe e se l’è preso subito ieri, nella seconda semifinale alla Duna Arena di Budapest, cioè nello stesso impianto dove l’americana Lilly King, letteralmente spogliata della miglior prestazione assoluta, l’aveva stabilito in 29”40 il 30 luglio 2017 ai Mondiali di Budapest.

Benedetta non stupisce più, ma in realtà dovrebbe farlo, data la sua carta d’identità, la frequenza altissima in vasca, unita però a una tecnica impeccabile, la sua tranquillità nel vivere le gare, almeno in piscina, mentre fuori mostra giustamente tutta la dolcezza giovanile che le appartiene, lasciandosi andare alle emozioni come mostrato ieri in diretta Rai. Pilato nuota da quando ha 2 anni, "studia" per diventare campionessa da quando ne aveva 4, ma studia anche, e bene, al Liceo Scientifico, con voti alti e tanta gioia nel vivere l’età più bella in assoluto. A Taranto, in serata, è scoppiata una gioia incredibile in tutta la città, solo l’inizio probabilmente di una lunga serie di festeggiamenti. Benny, ragazza normale, ben educata e ben gestita, amante delle serie tv come tutti i suoi coetanei, fa sognare l’Italia; il sindaco cittadino, Rinaldo Melucci, ha fatto giungere i suoi auguri alla campionessa: "Immensa Benedetta, orgoglio tarantino e autentico alfiere delle trasformazioni che sta vivendo la città dei due mari; nei record che macina ormai con estrema naturalezza a livello internazionale c’è tutto lo spirito pratico, lucido e irrequieto della gente di mare di questa bella terra". Gli fa eco il Presidente Fin, Paolo Barelli: "Benedetta ha solo 16 anni e ha un destino abbastanza segnato, ma deve crescere con serenità senza affrettare i tempi. Si manifesta come un grande personaggio e lei è forte di carattere: ma la pista e lunga, ha davanti a sé almeno altre due Olimpiadi oltre a Tokyo".

Dopo Novella Calligaris (Belgrado 1973, 800m stile libero) e Federica Pellegrini (11 primati mondiali tra 200 e 400 sl), diventa la terza nuotatrice azzurra capace di fregiarsi del primato mondiale in vasca, prima a farlo in uno stile diverso dal crawl. Novella era già presente 13enne ai Giochi del ‘68, in Messico, Federica è la più giovane medagliata italiana alle Olimpiadi estive a livello individuale, ma Benny riscriverà la storia forse anche più di Pellegrini: "Non me lo aspettavo – dice lei mentre piange dalla commozione – sono contentissima. Non pensavo di fare un tempo simile in semifinale, ancora non ho realizzato che ho fatto il record del mondo".

E oggi nuoterà in finale. Per l’oro. Il resto dell’Italia non sta certo a guardare, nel medagliere: ieri gli splash brothers Paltrinieri e Detti sono finiti nella scia di Romanchuk sugli 800 sl di cui Greg è campione iridato uscente (Detti lo fu proprio a Budapest nel 2017), il primo stanco dopo le fatiche del fondo, ma soddisfatto (3 ori e due argenti in quasi due settimane di gare!), il secondo ancora lontano dalla condizione migliore. Bene Martinenghi, bronzo nei 50 rana, prima medaglia individuale della carriera agli Europei, e bene la 4x100 sl mista di bronzo con Miressi, Ceccon, Pellegrini (7 gare e 4 medaglie in cinque giorni!), Di Pietro.