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22 apr 2022

Benedetto sport, scende in campo il Vaticano

Dopo ciclismo, atletica e taekwondo anche la squadra di calcio: dalla passione di Papa Francesco alla pratica con tecnici professionisti

22 apr 2022
paolo franci
Sport

di Paolo Franci

Il distinguo di Papa Francesco disegna tutta la differenza del mondo: i suoi ragazzi - la ’Squadra del Papa - Fratelli tutti’ - non giocano "contro" un’avversaria, ma "con" un’avversaria. Messaggio sia forte che chiaro. Lo scorso 21 novembre, quando la squadra di calcio del Papa esordì con la World Rom Organization, il Santo Padre spiegò personalmente agli ospiti, i Rom arrivati dalla Croazia, il senso di quella partita e il motivo per cui era nata la sua ’Nazionale’: "La squadra con la quale - e non “contro” la quale - giocherete rappresenta uno stile di passione sportiva vissuta con solidarietà e gratuità, con spirito amatoriale e inclusivo".

In quella squadra, spiegò Papa Bergoglio: "In campo, con la maglietta che porta la scritta “Fratelli tutti”, c’è un giovane calciatore con la sindrome di Down, appartenente a “Special Olympics”, e anche tre migranti. Questi, dopo un percorso segnato da soprusi e violenze, che li ha visti passare dal campo greco di Lesbo e poi in Italia, sono stati accolti dalla Comunità di Sant’Egidio e stanno vivendo un’esperienza di integrazione".

Quella volta si giocò a Formello, ospiti della Lazio con un arbitro di eccezione: Ciro Immobile. "Che emozione arbitrare la squadra del Papa", disse Ciro all’epoca. Oggi, l’esperienza si ripete. La ’Nazionale’ del Papa, giocherà ’con’ la rappresentativa dell’Isola d’Elba, a nome delle 87 piccole isole italiane martedì alle 18.30 al Trastevere-Stadium, in via Vitellia a Roma. Arbitro d’eccezione sarà Valeri.

Perché questa partita? Un gruppo di sportivi dell’Isola d’Elba ha scritto al Papa per raccontargli la realtà sociale che vivono ogni giorno i 240mila abitanti delle piccole isole d’Italia, chiedendogli un incontro per essere incoraggiati a "investire" sul presente e sul futuro di questi "scogli" e far sì che il fenomeno dello spopolamento – soprattutto da parte dei giovani – non metta in discussione i servizi essenziali per sanità e scuola. E chiedendogli anche di giocare una partita di calcio con la sua squadra, allenata dall’ex romanista Odoacre Chierico – è proprio il caso di sottolineare: ’nomen omen’. Il chierico è ministro sacro per istituzione divina - e il Santo Padre non solo ha accettato, ma il giorno dopo il match riceverà le due squadre in Vaticano.

Il ruolo dello sport quale veicolo di inclusione, pace amicizia e integrazione, in Vaticano è molto sentito e nella Santa Sede è affidato al Pontificio Consiglio della Cultura, che ha in Athletica Vaticana la polisportiva ufficiale - presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi, numero uno del Pontificio Consiglio della Cultura - particolarmente attiva negli ultimi tempi. Lo scorso novembre l’Assemblea generale della federazione mondiale del Taekwondo ha approvato l’affiliazione di ‘’Athletica Vaticana-Vatican Taekwondo” come 211° membro effettivo della federazione stessa. D’altra parte, e relazioni fra il Vaticano eTaekwondo sono strette da anni, con impegno comune in favore della pace, come fu nell’esibizione dimostrativa nel 2016 nell’ambito della ‘Conferenza Globale su Fede e Sport’.

Un mese prima dell’abbraccio tra Chiesa e Taekwondo, il Vatican Cycling Team, la ’squadra ciclistica del Papa’ aveva compiuto il grande passo diventando la 200esima federazione affiliata alla Uci, l’Unione Ciclistica Internazionale. Fu, quello, un momento storico: mai Città del Vaticano era stata affiliata a una realtà sportiva internazionale di livello assoluto.

E c’è anche l’Atletica. Nel maggio scorso, Athletica Vaticana ha partecipato ai Campionati di atletica leggera dei Piccoli Stati d’Europa, andati in scena a San Marino, con la benedizione di papa Francesco naturalmente: "Lo sport, il gioco, è una dimensione centrale nella quotidianità delle persone, tanto da poter essere visto come “sacramentale della bellezza".

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