Carlo Ancelotti, 61 anni, ha visto annullare il big-match del suo Everton contro il Manchester City di Guardiola proprio a causa del Covid
Carlo Ancelotti, 61 anni, ha visto annullare il big-match del suo Everton contro il Manchester City di Guardiola proprio a causa del Covid
Assediati dal maledetto virus ma in campo. Anche se in Inghilterra oggi parte il terzo lockdown dall’inizio della pandemia. Anche se l’impennata della contagiosità del virus nella ‘variante inglese’ rispetto al precedente ceppo è aumentata dal "50% al 70%", così come sottolineato dal premier Boris Johnson in diretta nazionale. La Premier League, invece, resiste cercando di rendere le ‘bubbles’ – le bolle – in...

Assediati dal maledetto virus ma in campo. Anche se in Inghilterra oggi parte il terzo lockdown dall’inizio della pandemia. Anche se l’impennata della contagiosità del virus nella ‘variante inglese’ rispetto al precedente ceppo è aumentata dal "50% al 70%", così come sottolineato dal premier Boris Johnson in diretta nazionale. La Premier League, invece, resiste cercando di rendere le ‘bubbles’ – le bolle – in cui si proteggono giocatori e staff dei club inglesi, il più sicure possibile. Nonostante questo, però, il calcio inglese conta i suoi ‘caduti’ e cioè i giocatori positivi risultati positivi nell’ultima settimana: ben 40. Il precedente, risalente ai sette giorni a cavallo del Natale era di 18. Lo rende noto la stessa Federazione inglese specificando che, tra il 28 e il 31 dicembre, sono state testate 1311 persone tra giocatori e membri dello staff con 28 nuovi casi. A questi si sommano i 12 che rilevati attraverso i 984 tamponi effettuati tra venerdi’ 1 e domenica 3 gennaio. Un dato che riflette l’impennata di contagi avvenuta sull’isola nelle ultime settimane, con una media di oltre 50mila nuovi casi giornalieri. Dunque, casi quasi raddoppiati mentre la Premier decide di bissare i tamponi settimanali dei club. Manchester City e Fulham sono i due club con il maggior numero di tesserati colpiti, non solo tra i calciatori ma anche tra tecnici, dirigenti e accompagnatori. Dall’inizio del campionato sono state quattro le partite della Premier rinviate a causa del Covid, due negli ultimi 10 giorni e cioè la grande sfida tra Ancelotti e Guardiola nell’attesissimo Everton-City e poi Tottenham-Fulham. In precedenza era stata annullata Aston Villa-Newcastle mentre domenica scorsa è stata la volta di Burnley-Fulham. Nonostante il terzo lockdown deciso dal governo del Regno Unito, per ora no ci sarebbe l’intenzione di fermare la Premier, anche se il governo ha chiesto espressamente alla lega inglese di stringere al massimo i protocolli di controllo e difesa dal Covid-19, sensibilizzando anche le famiglie dei giocatori verso comportamenti rigorosi.

Paolo Franci