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12 giu 2022

Bella e concreta: l’Italia che piace Per l’Inghilterra niente rivincita

Nella riedizione della partita di Wembley finisce 0-0: azzurri sempre in testa al proprio girone

12 giu 2022
paolo franci
Sport

di Paolo Franci

Il Mancio è tornato. Adesso ne abbiamo contezza e, anche di più, certezza. Tre partite di Nations League, tre formazioni completamente rivoluzionate, nove esordienti giovanissimi utilizzati - tra cui qualcuno che non ha ancora visto la Serie A - e un gioco che via via è decollato verso antica, struggente bellezza. Questo vuol dire che il marchio di fabbrica delle trame manciniane, la ricerca della quantità (il risultato) attraverso la qualità tecnica e del gioco, sono nuovamente un orizzonte colorato di azzurro.

Anche stavolta contro gli inglesi, che non vedevano l’ora di incontrarci per togliersi qualche (magra) soddisfazione, la Nazionale ha dato robusta prova di sè, nonostante la rivoluzione rispetto alla gara con l’Ungheria, con i soli Donnarumma e Pellegrini confermati. A proposito, sia nel ruolo di attaccante aggiunto sia in quello di mezz’ala – indiscutibilmente il suo ruolo ideale - Pellegrini è il nuovo leader tecnico-tattico di questa squadra per qualità, come nella giocata dopo 2 minuti che ha mandato in porta Frattesi, e per i tanti palloni recuperati. Con lui, girano a meraviglia tutti gli altri a centrocampo, con una ricerca del ’bello ma utile’ non indifferente e la sensazione che con maggior cattiveria - le occasioni non sfruttate a dovere da Frattesi e Tonali - l’avremmo portata a casa in scioltezza. E’ tornato il Pessina formato Europeo, pericolosissimo in fase di appoggio e al tiro, mentre Scamacca è ormai una certezza e gli manca solo il gol.

Capitolo a parte merita la partita di Gatti su Abraham. L’ex Frosinone, che esordirà in A nella prossima stagione con la Juve, ha praticamente cancellato l’attaccante della Roma fino alla sostituzione con Kane. Il tema delicatissimo del dopo Chiellini e, tra un po’, del dopo Bonucci, si specchia invece nelle convincenti prestazioni di Bastoni, Mancini e dello stesso Gatti, giocatore di grande qualità fisica e tecnica. Vero, resta il vecchio problema del metterla dentro in proporzione a quanto si costruisce, ma la sensazione che le nuove leve dell’attacco possano risolvere il tutto, stavolta è netta. E alla fine arriva Gnonto. Nello spezzone di partita che gli ha regalato il Mancio, il giovane ex Inter ha seminato il panico tra gli inglesi. Ok, dobbiamo proteggerlo come dice il ct, ma com si fa a non dire che è nata una stella?

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