Milinkovic-Savic
Milinkovic-Savic
di Paolo Franci La notte più bella, meritata e attesa vent’anni, si trasforma in una lezione durissima per la Lazio, messa sotto dai campioni ’di tutto’ del Bayern Monaco. Certo, se poi in quella lezione, un impietoso 1-4, ci metti dentro due fesserie grosse così, come quelle di Musacchio e Patric, e l’autogol di Acerbi - vero che Simone Inzaghi aveva chiesto "spensieratezza", ma in ben altro senso, evidentemente - le dimensioni del dominio...

di Paolo Franci

La notte più bella, meritata e attesa vent’anni, si trasforma in una lezione durissima per la Lazio, messa sotto dai campioni ’di tutto’ del Bayern Monaco. Certo, se poi in quella lezione, un impietoso 1-4, ci metti dentro due fesserie grosse così, come quelle di Musacchio e Patric, e l’autogol di Acerbi - vero che Simone Inzaghi aveva chiesto "spensieratezza", ma in ben altro senso, evidentemente - le dimensioni del dominio bavarese s’allargano notevolmente. Poi, certo, la Lazio recrimina sul rigore non dato sullo 0-1 a Milinkovic-Savic dal pessimo arbitro israeliano Grinfeeld.

Va detto però, che aldilà di errori e regali, soprattutto nel primo tempo, il Bayern ha messo in campo una superiorità a tratti imbarazzante, se si considera che la Lazio è una delle migliori squadre italiane, certamente tra quele che giocano meglio e tatticamente difficili da affrontare. E invece, il Bayern ha fatto quello che ha voluto, partendo fortissimo e sbagliando pure qualche gol per una certa tendenza alla giocata per il pubblico che non c’è. Non allo stadio almeno.

Vero che ogni partita fa storia a parte e che i paragoni di rimbalzo nel calcio contano poco, ma se la differenza tra chi ha lottato per il titolo lo scorso anno - e adesso è in zona Champions - e i giganti bavaresi è questa, il paragone tra il calcio italiano in generale e quelli dei nostri dirimpettati naturali è certamente spietato. Certo, poi c’è l’abitudine a giocarle certe partite, che incide eccome. Sennò la Lazio non sarebbe partita così contratta, col pieno d’esperienza in due soli giocatori: Leiva e Reina. Va pure detto però, che il Bayern s’è presentato a Roma con 17 elementi senza Muller, Gnabry, Tolisso, Pavard e Douglas Costa. Non giocatori banali. Nonostante questo, imparata la lezione dei primi 45’ tragici contro Eintracht e Arminia (un punto in due gare) e incassata la strigliata di Flick, i rossi hanno messo in mostra una capacità offensiva pazzesca - non si va in gol per 54 partite di fila per caso - e mandato in paradiso anche il baby Musiala, che festeggia dopodomani i 18 anni, mentre Lewandowski ha segnato il gol numeri 531 in carriera. Mostruoso. Nell’altra sfida, il Chelsea sbanca a Madrid vincendo contro l’Atletico per 1-0 con gol di Giroud.