Marta Bassino, 25 anni, cuneese di Borgo San Dalmazzo:. quattro le sue vittorie stagionali in Gigante. in Coppa del Mondo
Marta Bassino, 25 anni, cuneese di Borgo San Dalmazzo:. quattro le sue vittorie stagionali in Gigante. in Coppa del Mondo
di Gianmario Bonzi La Slovacchia è ancora dolce, sette anni dopo. A Jasna, su un’altra pista, Marta Bassino da Borgo San Dalmazzo, 25 anni, un cerbiatto che veleggia sulla neve, si era vestita dei colori dell’iride (juniores) il 27 febbraio 2014, neanche a farlo apposta il giorno del suo compleanno. Ovviamente in gigante. Sette anni e otto giorni più tardi, sempre in Slovacchia, la piemontese alza idealmente al cielo la coppa di specialità (quella vera gliela consegneranno alle Finali di Lenzerheide) vinta con una gara d’anticipo e dopo un dominio stagionale senza discussioni, Mondiale a parte. Se si eccettua la seconda gara di Courchevel, infatti, quando stava comunque dominando prima di uscire, e la prova iridata a Cortina,...

di Gianmario Bonzi

La Slovacchia è ancora dolce, sette anni dopo. A Jasna, su un’altra pista, Marta Bassino da Borgo San Dalmazzo, 25 anni, un cerbiatto che veleggia sulla neve, si era vestita dei colori dell’iride (juniores) il 27 febbraio 2014, neanche a farlo apposta il giorno del suo compleanno. Ovviamente in gigante. Sette anni e otto giorni più tardi, sempre in Slovacchia, la piemontese alza idealmente al cielo la coppa di specialità (quella vera gliela consegneranno alle Finali di Lenzerheide) vinta con una gara d’anticipo e dopo un dominio stagionale senza discussioni, Mondiale a parte. Se si eccettua la seconda gara di Courchevel, infatti, quando stava comunque dominando prima di uscire, e la prova iridata a Cortina, negli altri sei giganti disputati Marta ha ottenuto quattro vittorie (Sölden, Courchevel, Kranjska Gora 1&2), un terzo posto (Kronplatz) e un quarto (ieri, con una posizione recuperata nella seconda run e una prova attenta senza forzature).

E’ "solo" la quarta italiana a riuscire nell’impresa dopo Deborah Compagnoni (1996-1997), Denise Karbon (2007-2008, con 5 successi di tappa, Marta per ora è a quattro) e Federica Brignone (2019-2020). Il titolo però porta con sé comunque un nuovo primato, perché mai l’Italia femminile era riuscita a conquistare due coppe di specialità consecutive e invece grazie alla premiata ditta Fede&Marta il sogno oggi è realtà. La gara di ieri, su una pista ben preparata, non troppo ripida, ma lunga e ricca di insidie, si è rivelata un diluvio di emozioni, non solo azzurre. Perché Petra Vlhova, profeta in patria come mai prima, si è aggiudicata il gigante in rimonta su Suffrin, restituendo lo sgarbo subito dall’americana sabato in slalom ed è poi crollata al parterre in lacrime per l’emozione forse più grande della sua carriera. Non solo: il contemporaneo nono posto di una poco brillante Lara Gut, sempre leader di Coppa, ma ora con soli 36 punti di margine su Petra, potrebbe aver ribaltato definitivamente la situazione a favore della slovacca, che ora su sei gare rimaste da disputare avrà tre slalom a disposizione (che la ticinese non disputa) per operare il sorpasso definitivo. Insomma, Jasna è stato il crocevia di due coppe, probabilmente.

Quanto a Bassino, anche lei sopraffatta delle emozioni per l’agognata sfera di cristallo conquistata, ecco le sue parole di gioia: "E’ un giorno bellissimo, mi sono davvero emozionata quando mi è stato detto che era ufficialmente vinta, questa Coppa. Il risultato racchiude tutti i buoni piazzamenti della stagione, a partire da Soelden, per arrivare fino a oggi. Iniziare con la vittoria in Austria è stato importante perché stavo sciando bene già da prima. Poi Courchevel, dove è servita anche l’uscita in gara2, per imparare. Quindi, la doppia vittoria di Kranjska Gora che è stato un gran colpo. I podi di St. Anton, in superG, e Kronplatz. Questo mi rende orgogliosa del lavoro che fatto. Questa stagione mi ha fatto crescere tanto, nell’affrontare le gare e ogni altra cosa. C’è un percorso alle spalle. Di giorno in giorno si impara e si cresce. Io sono convinta che da sola non sarei riuscita ad arrivarci. Devo ringraziare la mia famiglia, il fan club, l’Esercito, la Fisi, gli sponsor che mi supportano sempre, nei momenti più belli e in quelli difficili. Adesso che mi sono tolta questo peso dalle spalle, ci sarà modo di fare ancora delle belle gare a Lenzerheide, alle Finali, e di festeggiare. Dopo". Sesta Brignone, che lascia idealmente la Coppa nelle degne mani della compagna, ventiquattresima Elena Curtoni, ventiseiesima Laura Pirovano, per la prima volta a punti in stagione tra le porte larghe. Venerdì e sabato due slalom ad Åre, in Svezia, decisivi per Vlhova.