Virtus Segafredo Bologna
Virtus Segafredo Bologna

Bologna, 9 giugno 2021 – La Virtus Segafredo Bologna è a un solo passo dal suo 16° scudetto. Dopo essersi imposta in terra milanese in gara 1 e gara 2, infatti, la compagine bolognese si è aggiudicata anche il terzo atto delle finali scudetto travolgendo l’Armani AX Milano 76-58 sulle tavole della Segafredo Arena. Ancora una volta i bianconeri hanno dominato la sfida sul piano dell’intensità e della freschezza fisica e mentale, dando la spallata nella quarta frazione in cui sono saliti in cattedra Alessandro Pajola (10 punti e 6 rimbalzi) e un ritrovato e sontuoso Kyle Weems (indiscusso MVP con 23 punti,10 rimbalzi e un eccellente 5/8 da tre), che hanno ispirato il parziale tramortente e decisivo di 24-6. Niente da fare quindi per l’Olimpia che pur avendo dato qualche segnale di ripresa nel corso del match recuperando per ben due volte uno svantaggio in doppia cifra e avendo mischiato le carte con i rientri in rotazione di Micov e Tarczewski, è apparsa decisamente meno lucida degli avversari (18/60 al tiro e 5/20 da tre al cospetto di una difesa bianconera sempre asfissiante) ed è stata costretta costantemente a rincorrere pagando dazio, come detto, nei 10’ conclusivi, nei quali Bologna ha avuto la meglio anche grazie al controllo dei rimbalzi offensivi.

La gara

Dopo aver chiuso a +1 (17-16) un primo quarto giocato in maniera un po’ contratta da entrambe le squadre (il primo canestro è arrivato dopo 3’), la Virtus ha improvvisamente accelerato con un gioco da quattro punti di Teodosic e le giocate vincenti di Alibegovic, Hunter e Belinelli che hanno fatto volare i bianconeri a +12 (28-16) all’apice di un break di 14-0. Messa all’angolo, Milano ha replicato non senza fatica con sei punti ravvicinati di Punter che hanno pian piano minato le certezze di Bologna e dato il la a un parziale complessivo di 15-2 (12-0 finale) che ha portato al controsorpasso griffato da Brooks (30-31). A raddrizzare le cose prima della seconda sirena ci hanno però pensato Pajola e Weems che hanno mandato le “Vu nere” negli spogliatoi a +3 (37-34).

Il terzo fallo di Markovic prima e Gamble poi – all’alba del terzo quarto – non hanno complicato i piani della Virtus che, come accaduto nella frazione precedente, ha avuto un migliore approccio a inizio frazione, tentando il nuovo strappo alimentato dalle bombe di Teodosic e Weems e dalla giocata di Alibegovic per il 49-37. Messina ha allora provato a giocarsi la carta del quintetto quasi interamente italiano, ricevendo ottime risposte soprattutto da Gigi Datome (12 punti per lui nel terzo quarto), che ha permesso ai suoi di rimettere persino la testa avanti sul 49-50, al culmine di un 13-0. L’ennesimo sforzo compiuto per rientrare è però costato caro ai biancorossi che nella quarta frazione hanno visto la spia della loro riserva di energie accendersi in maniera inesorabile e la Virtus è stata perfetta nell’approfittare di questa situazione, lavorando bene a rimbalzo d'attacco e scavando il break decisivo con le triple di Pajola, Weems e Teodosic.

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