Vassilis Spanoulis in campo (Ansa)
Vassilis Spanoulis in campo (Ansa)

Atene (Grecia), 26 giugno 2021 – Alla soglia dei 39 anni Vasilis Spanoulis ha deciso di dire basta con la pallacanestro giocata e porre fine a una carriera vissuta da autentico fuoriclasse della palla a spicchi. Soprannominato “Kill Bill” per le sue doti da cecchino infallibile, Spanoulis è nato a Larissa e ha mosso i primi passi sul parquet con la casacca del Maroussi, prima di trasferirsi al Panathinaikos, con il quale ha vinto il primo dei suoi sette campionati greci nel 2005-2006, stagione culminata anche con il successo nella coppa nazionale. L’anno successivo il grande salto nel dorato mondo della NBA dove “Kill Bill” ha vestito la casacca degli Houston Rockets giocando 8.8 minuti a partita e chiudendo quella che è rimasta la sua unica stagione tra i professionisti americani con una media di 2.7 punti e 0.9 assist. Chiusa anche la parentesi in NBA, il ritorno al Panathinaikos dove sono arrivati altri tre campionati greci, altrettante coppe di Grecia ma soprattutto la sua prima vittoria in Eurolega. Un'altra pietra miliare della carriera di Spanoulis è rappresentata, dal passaggio nell’estate 2011 all’Olympiacos Pireo, club di cui il fuoriclasse del 1982 ha scritto pagine indelebili di storia, come la vittoria in “back to back” dell’Eurolega nel 2012 e nel 2013. Inutile dire, poi, che Spanoulis è stato una colonna anche della nazionale ellenica, con la quale ha vinto tra le altre cose un oro e un argento agli Europei ma anche un argento ai Mondiali in Giappone nel 2006.

La lettera

Per annunciare l’addio al basket, “Kill Bill” ha scelto le sue piattaforme social, sulle quali ha pubblicato una lettera aperta corredata da alcuni momenti significativi della sua carriera: “Ho annunciato da tempo alla presidenza – ha scritto Spanoulis – che era giunto il momento di chiudere il capitolo più grande della mia vita e ho voluto ringraziare per quanto abbiamo fatto assieme. La decisione è stata difficile ma priva di tristezza. Il viaggio che mi ha regalato il basket è stato ineguagliabile e pieno di momenti intensi e grandi emozioni. La pallacanestro mi ha dato tutto e io ho dato tutto a lei. L’Olympiacos è stato il mio destino e il mio approdo più bello. Lascio orgoglioso di ciò che abbiamo conquistato ma anche perso dopo aspre battaglie, ma soprattutto lascio il basket soddisfatto perché ho giocato più a lungo di quanto sperato”. “Desidero ringraziare con il cuore – ha concluso Spanoulis – tutti coloro che sono stati al mio fianco in questi anni e soprattutto i tifosi per il loro affetto. Questo grande amore mi ha dato la forza di impegnarmi ogni giorno di più e sarà per sempre la mia guida. Grazie a tutti da Vasilis Spanoulis, un bambino che ha sempre sognato di giocare a basket”.

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