Spagna campione del mondo di basket (Ansa)
Spagna campione del mondo di basket (Ansa)

Pechino (Cina), 15 settembre 2019 – Dopo 13 anni la Spagna torna sul tetto del Mondo della pallacanestro. La selezione guidata da Sergio Scariolo – che chiude così un’annata a dir poco strepitosa in cui ha messo in bacheca anche il suo primo titolo NBA, vinto ai Raptors da vice di Nick Nurse – ha infatti sconfitto con un perentorio 95-75 l’Argentina nella finale del Mondiale di basket 2019 giocata a Pechino. Doppietta da libro dei record anche per Marc Gasol, mattatore di questa finale, che ha chiuso con un bottino di 14 punti, 7 rimbalzi e un +18 di plus/minus, ma che soprattutto è riuscito a stravincere la sfida con il suo dirimpettaio Luis Scola (rimasto fermo a zero punti per tutto il primo tempo) che non ha ripetuto quanto fatto contro Serbia e Francia. Proprio nella difesa (l’Argentina ha tirato con il 36% dal campo e il 26% da tre) e nella lotta sotto le plance è racchiuso il dominio degli iberici che hanno raccolto la bellezza di 47 rimbalzi, 20 in più di quelli portati a casa dall’Argentina, e hanno così potuto crearsi – e sfruttare al meglio – maggiori opportunità. Le palme di MVP di questa finale e del Mondiale sono però finte nelle mani di Ricky Rubio che ha portato a casa 20 punti, 7 rimbalzi e 3 assist, ma soprattutto è riuscito a portare a casa il duello a distanza con Facundo Campazzo che in particolar modo nel primo tempo non è riuscito a prendere in mano le chiavi della macchina albiceleste.

Le Furie Rosse, trascinate subito da una difesa attenta e insuperabile e da un Gasol ispirato in attacco, non hanno perso tempo e in meno di 5’ hanno subito piazzato un 14-2 che ha incanalato la gara su binari ben precisi. L’orgoglio argentino e la “garra” di Brussino hanno riacceso le speranze dell’albiceleste che però, dopo essere rientrata a -4 (14-10), ha sprecato un paio di palloni sanguinosi scivolando nuovamente a -9 al suono della prima sirena (23-14). Le difficoltà di Scola al cospetto di Gasol sono proseguite anche in un secondo quarto in cui la Spagna ha continuato a dominare nel pitturato (26-15 a rimbalzo a fine primo tempo) volando fino al +17 (31-14) prima di subire la mini-rimonta dell’Argentina che è riuscita ad andare negli spogliatoi con sole 12 lunghezze di svantaggio pur tirando al di sotto del 40% dal campo (43-31). La pausa lunga non ha lenito la verve degli uomini di Scariolo che al rientro in campo hanno scardinato con impressionante facilità la difesa “box and one” schierata da Hernandez e sono volati a +22 (55-33) spinti dal tandem Gasol-Rubio. Uno scarto che ha fatto partire con largo anticipo i titoli di coda. L’Argentina, infatti, nonostante i tentativi di rimonta guidati da Deck (migliore dei suoi con 24 punti), non è più riuscita a colmare il solco, non andando oltre il -12 toccato in diverse occasioni nel quarto quarto.

I TABELLINI: 

Argentina: Caffaro, Vildoza 2, Scola 8, Campazzo 11, Laprovittola 17, Brussino 8, Fjellerup, Delia 2, Deck 24, Redivo 3, Garino, Gallizzi.

Spagna: Colom, Fernandez 11, Ribas 5, Rubio 20, Claver 2, Gasol 14, W.Hernangomez 11, Oriola 6, Rabaseda, Llull 15, Beiran, J.Hernangomez 11.

MATTEO AIROLDI