LeBron James (LaPresse)
LeBron James (LaPresse)

Los Angeles (Stati Uniti), 8 novembre 2018 – Inutile girarci attorno: gran parte delle speranze dei Los Angeles Lakers di tornare a recitare un ruolo a protagonisti in NBA passano dalle mani dorate di LeBron James, che in questo inizio di stagione un po’ complicato dei gialloviola si è dimostrato un punto d’appiglio molto saldo per Luke Walton e il suo roster: l’ennesima dimostrazione è arrivata questa notte visto che con i suoi 24 punti, 10 rimbalzi e 9 assist il “Re” è stato a dir poco determinante per piegare le resistenze dei Minnessota Timberwolves, battuti dai Lakers 114-110 nonostante l’ennesima grande prova del rientrante Derrick Rose (31 punti e 5 assist). Una menzione d’onore la meritano però nelle file dei gialloviola anche Brandon Ingram (20 punti) e soprattutto Kyle Kuzma che nel finale ha siglato 6 punti decisivi.

L’importanza e la caratura di LeBron James si sono fatte sentire, ma in senso opposto, anche in casa dei Cleveland Cavaliers che in pochi mesi sono passati dallo status di contender, quando ancora il “Re” era in Ohio, a quello di franchigia con il peggior record dell’intera NBA: questa notte infatti, alla Quicken Loans Arena, i Cavs hanno rimediato la decima sconfitta in undici incontri perdendo 95-86 contro gli Oklahoma City Thunder che sono riusciti a non pagare a caro prezzo l’assenza i Russell Westbrook grazie alle prove dominanti di Dennis Schroder (28 punti) e Paul George (18 punti).

Le franchigie della Florida continuano invece ad essere indigeste ai San Antonio Spurs che, dopo essere stati sconfitti in casa degli Orlando Magic, si sono imbattuti nel ciclone Hassan Whiteside che, con un bottino strabiliante di 29 punti, 20 rimbalzi e 9 stoppate, ha portato i Miami Heat al successo per 95-88. Serata da dimenticare, nelle file dei texani, per Marco Belinelli che ha portato a casa soltanto 8 punti con 3/13 al tiro. In vetta alla classifica della Eastern Conference restano comunque, con un bottino di undici vittorie e una sola sconfitta, i Toronto Raptors che hanno espugnato anche Sacramento, vincendo 114-105 e facendosi trascinare da un Kawhi Leonard ad un passo dalla alla tripla doppia (25 punti, 11 rimbalzi e 9 assist) e da un Pascal Siakam sempre più rivelazione dei canadesi (21 punti).

Restando sul fronte orientale della NBA sono arrivate anche le vittorie dei Philadelphia 76ers, che grazie all’accoppiata composta da Joel Embiid (20 punti e 10 rimbalzi) e da Ben Simmons (16 punti, 10 rimbalzi e 8 assist) hanno battuto 110-94 gli Indiana Pacers allungando nel terzo quarto, e dei Detroit Pistons di Andre Drummond (23 punti e 19 rimbalzi) e Blake Griffin (20 punti) che hanno mandato al tappeto 103-96 gli Orlando Magic.

Dopo due sconfitte sono invece tornati alla vittoria i New York Knicks che hanno sbancato Atlanta 112-107 grazi all’ennesima prova maiuscola di Tim Hardaway jr. che ha siglato 21 dei suoi 34 punti totali nella seconda metà di gara. Infine i New Orleans Pelicans sono riusciti a spezzare una striscia negativa di sei sconfitte superando 107-98 i Chicago Bulls grazie ai 34 punti e 15 rimbalzi i Anthony Davis, mentre Memphis Grizzlies e Utah Jazz hanno battuto rispettivamente Denver Nuggets (89-77 grazie ai 20 punti di Marc Gasol) e Dallas Mavericks.