Jaylen Brown (LaPresse)
Jaylen Brown (LaPresse)

Boston (Stati Uniti), 14 maggio 2018 – Tra i punti di forza che hanno accompagnato il cammino vincente dei Boston Celtics in questa prima parte dei playoff NBA ci sono state la grande crescita e compattezza del gruppo guidato da un Brad Stevens che ha dimostrato di essere uno dei migliori coach della NBA al momento, ma anche la spinta del TD Garden che ancora una volta - l’ottava di fila – è rimasto inviolato. Stavolta a farsi travolgere dall’impeto della marea biancoverde sono stati i temutissimi Cleveland Cavaliers, usciti con le ossa rotte dal tempio dei Celtics e con un pesantissimo 108-83 sul groppone rimediato nel primo atto della finale di Eastern Conference.

Quello dei Celtics è stato un dominio schiacciante, iniziato già nel primo spicchio di gara in cui i biancoverdi hanno triturato gli avversari con la loro difesa (i Cavs hanno tirato con il 36% complessivo) e dall’altra parte del campo li hanno colpiti con una perfetta e assai veloce interpretazione dei giochi d’attacco, che ha portato ad ottime spaziature e di conseguenza a tiri ad alta percentuale (51% al tiro per i Celtics): il risultato è stato un devastante 36-18 a fine primo quarto in favore dell’orchestra biancoverde, diretta dal terzetto composto da Jaylen Brown (23 punti), Marcus Morris (21 e 10 rimbalzi) e Al Horford (20 punti). Un mazzata tremenda da assorbire per i Cavs che si sono subito sciolti come neve al sole (sono persino finiti a -30 nel corso del secondo tempo) e non sono riusciti ad ottenere buone risposte neppure dai due pilastri LeBron James (autore di 15 punti, 9 assist e 7 rimbazi ma mai in grado di incidere sull’economia del match per via dell’asfissiante marcatura di Morris) e Kevin Love (17 punti e 8 rimbalzi). Nella notte tra domani e dopodomani si torna in campo e LeBron James è già pronto a dare battaglia ai Celtics per far vedere a tutti il vero volto dei Cavaliers, che in questi playoff è emerso soltanto in rare occasioni.