La grinta di Melli (Ciamillo)
La grinta di Melli (Ciamillo)

Milano, 9 luglio 2021 – Continua la campagna di rafforzamento in vista della prossima stagione dell’Olimpia Milano che – dopo aver ingaggiato Devon Hall, Dinos Mitoglou, Jerian Grant Giampaolo Ricci e Davide Alviti e aver salutato un po’ a sorpresa Kevin Punter ma soprattutto Zach LeDay – piazza il colpo da novanta riportando in biancorosso Nicolò Melli, fresco di conquista di un posto a Tokyo 2020 con l’Italbasket della quale è anche capitano: ala-centro classe 1991, Melli è reduce da due anni in NBA dove ha vestito le casacche di New Orleans Pelicans e Dallas Mavericks viaggiando ad una media di 5 punti e circa 3 rimbalzi a partita. Nel curriculum cestistico del lungo reggiano ci sono però anche importanti esperienze al Bamberg, con il quale ha vinto, tra le altre cose, due campionati tedeschi, e al Fenerbahce che ha guidato assieme a Gigi Datome – ora di nuovo suo compagno di squadra – alla conquista del titolo turco e alla finale di Eurolega persa di un soffio contro il Real Madrid nel 2018.

Le prime parole

Come detto, per Melli, che ha firmato un contratto di durata triennale, questo è un ritorno a casa Olimpia, dal momento che ha già vestito la casacca biancorossa dal 2010 al 2015 mettendo in bacheca lo scudetto della stagione 2013-2014: “L’avevo detto che era un arrivederci, Milano – ha spiegato Melli ai canali ufficiali biancorossi –. C’è ovviamente molta felicità nel ritrovare dopo sei anni un club che ha rappresentato tanto nella mia crescita: qui sono arrivato ragazzino, qui ho giocato le prime sfide ad alto livello, qui ho ottenuto il primo indimenticabile successo, lo scudetto. Torno diverso come giocatore, grazie alle belle esperienze ad alto livello fatte all’estero, e anche alle vittorie conquistate con altri club. E’ diversa anche Milano, rispetto a quella dalla quale sono partito: nei giocatori, nello staff tecnico, nella dirigenza stessa, che insieme alla proprietà vorrei ringraziare per quanto fortemente mi hanno cercato e voluto. Di immutato, però, ci saranno lo spirito vincente di una società che aspira sempre al massimo e la passione di una tifoseria che non vede l’ora di essere di nuovo al fianco della sua squadra: anche per queste ragioni, tornare dopo sei anni è molto stimolante”.

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