Los Angeles (Stati Uniti), 30 dicembre 2017 – Una delle caratteristiche che rendono la NBA un campionato unico al mondo, oltre allo spettacolo sempre assicurato, è senza dubbio l’imprevedibilità dei risultati specialmente  durante la regular season quando si gioca a ritmi serrati. Quanto successo questa notte – in cui le big hanno mancato l’appuntamento con la vittoria – è sicuramente l’esempio più lampante di ciò che è stato appena descritto: il tonfo più fragoroso è certamente quello dei Golden State Warriors che in casa sono caduti per mano degli Charlotte Hornets, capaci di sbancare 111-103 la Oracle Arena sfruttando le assenze pesanti dei californiani che avevano le rotazioni ridotte all’osso in regia e soprattutto la grande serata di Dwight Howard che sotto i tabelloni, con i suoi 25 punti, 13 rimbalzi e 7 assist, è stato un rebus irrisolvibile per la difesa dei californiani a cui non sono bastati i 51 punti dell’accoppiata Thompson-Durant. Del passo falso dei gialloblu avrebbero potuto approfittare gli Houston Rockets per poter riavvicinare la vetta dell’Ovest e invece i texani hanno confermato di essere nel bel mezzo di un periodo di forte appannamento perdendo 121-103 contro i Washington Wizards e inanellando il quinto ko consecutivo dopo la striscia vincente che li aveva sospinti ai vertici: a portare al successo la squadra della Capitale – che è sempre rimasta avanti nel punteggio e ha chiuso il primo tempo a +11 (59-48) – questa volta è stato Otto Porter che ha messo a segno 26 punti, martellando il canestro avversario con 7 triple mandate a bersaglio su 11 tentativi e scavando il solco decisivo già nel primo tempo grazie anche all’aiuto di Beal e di Oubre in uscita dalla panchina che hanno segnato 21 punti a testa.

L’attesissimo derby di Los Angeles si è invece tinto di bianco, rosso e blu, i colori sociali dei Clippers che dopo più di un mese di assenza hanno riabbracciato Blake Griffin il quale si è rivelato subito decisivo (24 punti, 6 rimbalzi e 6 assist) per mandare al tappeto con un perentorio 121-106 i Lakers, sempre più in crisi e giunti alla quinta sconfitta di fila: il risultato non è di fatto mai stato in discussione visto che dopo 7 minuti di gioco i Clippers erano già a +17 sfruttando il digiuno offensivo dei gialloviola. Chiuso poi il primo quarto a +13 (35-12), a Griffin e soci è bastato non fare accendere il pericolo numero uno Kuzma per portare a casa agevolmente la vittoria. Ad Est si è interrotta invece dopo due soli successi consecutivi la striscia positiva degli Atlanta Hawks che, nonostante i 14 punti e 3 assist di Belinelli, si sono inchinati al cospetto dei Toronto Raptors che hanno impiegato poco più di un quarto per staccare la franchigia e volare verso la vittoria per 111-98.

Infine sono arrivate anche le vittorie di Bucks, che hanno battuto 97-97 i Thunder grazie ad un contestatissimo canestro di Antetokounmpo (23 punti e 12 rimbalzi) a 1.3” dalla sirena, Mavericks (128-120 contro i Pelicans), Nets (111-87 contro gli Heat), Bulls (119-107 contro i Pacers) e Suns (111-101 contro i Kings).