Adam Silver (ANSA)
Adam Silver (ANSA)
New York (Stati Uniti), 9 maggio 2020 – L’ NBA continua a pensare al futuro e guarda alla possibile ripresa della stagione persino con la speranza di poterla concludere con la formula canonica dei playoff a 7 gare. Questo è stato uno dei punti salienti della videoconferenza che ha visto protagonisti il commissioner  Adam Silver e il sindacato dei giocatori: “Siamo di fronte a quella che è probabilmente la sfida più difficile della nostra vita” ha esordito Silver che con grande franchezza non ha poi escluso anche la strada della cancellazione della stagione se le cose non migliorassero dal punto di vista sanitario. Ogni decisione sulla ripartenza è comunque rimandata a giugno per capire meglio come si evolverà negli Stati Uniti l’epidemia di Coronavirus: “Non c’è fretta non decideremo a maggio ma a giugno”.

Pressoché certi, stando a quanto emerso nell’incontro virtuale, sono comunque il fatto di giocare a porte chiuse forse anche per i primi mesi della nuova stagione (che potrebbe iniziare a dicembre se quella attuale finisse in piena estate) e quello di provare a portare a termine quella corrente in una o massimo due località differenti (si fanno i nomi di Orlando e Las Vegas): “Non riteniamo sia cosa giusta far volare i giocatori nelle diverse città per poi giocare in arene senza pubblico. Per ripartire al meglio è sicuramente meglio giocare in una o al massimo due locations”. Silver infine ha toccato anche il tema dei protocolli sanitari da seguire prima della ripresa che prevedono certamente il sottoporsi ai tamponi. Su questo fronte il Commissioner ha però precisato che l’NBA non farà pressione per avere alcun tipo di trattamento di favore: “Non sottrarremo i test – ha infatti detto Silver – ai cittadini che ne hanno più bisogno.”