Curry e Thompson (LaPresse)
Curry e Thompson (LaPresse)

Denver (Stati Uniti), 16 gennaio 2019 - Il momento della resa dei conti è finalmente arrivato: la scorsa notte, infatti, al Pepsi Center di Denver i Nuggets padroni di casa hanno sfidato i Golden State Warriors in uno scontro che ha messo in palio a temporanea (la stagione regolare NBA è ancora lunghissima, va detto) leadership della Western Conference dopo un lungo testa a testa a distanza. A conquistare lo scettro di “franchigia regina dell’Ovest” con una poderosa prova di forza sono stati i californiani che hanno spazzato via gli avversari con un travolgente 142-111 su cui c’è il marchio degli 'Splash Brothers', Steph Curry e Klay Thompson, che hanno siglato 31 punti a testa, quattro in più dei 27 portati a casa da un altrettanto incisivo Kevin Durant. Devastante il 51-38 (nuovo record di punti segnati in un primo quarto nella storia NBA) con cui i californiani hanno subito indirizzato verso di loro l’inerzia della gara, stritolando le speranze della franchigia padrona di casa che per tutto l’arco dei 48 minuti non è mai riuscita a tenere il passo dei campioni in carica che hanno chiuso la gara con un pressoché perfetto 60% al tiro (quasi 54% da tre) e la bellezza di 38 assist di squadra.

142 sono anche i punti rifilati dagli Atlanta Hawks agli Oklahoma City Thunder che hanno rimediato un -16 finale (142-126) al culmine di una gara ricca di sorpassi e controsorpassi. Gli Hawks hanno infatti provato ad allungare nel secondo quarto ma sono stati riacciuffati dai Thunder che, con un break di 44-27 a cavallo tra terzo e quarto quarto (parziale alimentato anche dai 14 punti messi a segno nel frangente dal grande ex di serata, Dennis Schroder), hanno riportato il match in perfetto equilibrio (100-100). Alla fine però sono saliti in cattedra Trae Young (24 punti) e John Collins che hanno definitivamente fatto prendere il largo agli Hawks. In attesa del rientro di LeBron James, che potrebbe saltare anche le prossime due gare, i Los Angeles Lakers hanno rialzato la testa dopo due sconfitte sconfiggendo 107-100 i Chicago Bulls: protagonista di questa vittoria gialloviola è stato Lonzo Ball che nel secondo tempo si è scatenato siglando 13 dei suoi 19 punti totali (miglior realizzatore dei suoi) e trascinando l’attacco californiano.

Intanto, ad Est, i Milwaukee Bucks cercando di tenere il passo dei Toronto Raptors primi della classe: stanotte infatti la squadra del Michigan ha travolto 124-86 i Miami Heat che venivano da due vittorie di fila. Queal dei Buck è stata una stratosferica prova corale, testimoniata dalla tripla doppia di Giannis Antetokounmpo (12 ounti, 10 rimbalzi e 10 assist) che ha guidato un plotone di sette giocatori finiti in doppia cifra per punti segnati (Bledsoe top scorer con 17 punti). Terminato il primo tempo a +24 (69-45), Milwaukee non si è più voltata indietro e ha definitivamente spiccato il volo verso la vittoria. Subito dietro ai Bucks, infine, procedono spediti anche gli Indiana Pacers di Tyreke Evans e Bojan Bogdanovic (20 punti a testa), che hanno annichilito i Phoenix Suns 131-97, e i Philadelphia 76ers di Joel Embiid (31 punti e 13 rimbalzi) che hanno mandato a tappeto con un pesantissimo 149-107 i Minnesota Timberwolves. Jimmy Butler, per la prima volta avversario dei T-Wolves, si è invece spinto fino a quota 19 punti, mentre Ben Simmons ha sfiorato la tripla doppia (20 punti, 11 rimbalzi e 9 assist).