Steph Curry (LaPresse)
Steph Curry (LaPresse)

Denver (Stati Uniti), 14 gennaio 2019 – Nella notte è andato in scena un altro spettacolare capitolo del serrato testa a testa tra i Denver Nuggets e i Golden State Warriors che si stanno contendendo la leadership della Western Conference NBA a colpi di vittorie: la prima posizione della classifica, al momento, resta nelle mani della franchigia del Colorado che poche ore fa ha mandato in archivio il ko patito contro i Suns superando allo sprint finale (116-113) i Portland Trail Blazers. A dir poco decisivo è stato ancora una volta l’impatto di Nikola Jokic che nel terzo quarto ha preso per mano i compagni siglando 15 dei suoi 40 punti totali (a cui ha anche aggiunto 10 rimbalzi e 8 assist) e dando un contributo fondamentale per consegnare ai Nuggets l’inerzia de match al culmine di un parziale di 35-28. Nei 12’ finali poi ci ha pensato Jamal Murray (24 punti) a fare il resto e a respingere tutti gli assalti dei Blazers. Come detto però, anche i Golden State Warriors che hanno sconfitto 119-114 i Dallas Mavericks: la palma di MVP della sfida è finita indiscutibilmente nelle mani di Steph Curry che ha messo a segno 48 punti con ben 11 triple siglate su 19 tentativi (record di stagione eguagliato). Assieme a Kevin Durant (28 punti) il numero 30 dei californiani ha formato una coppia esplosiva che ha spento le velleità dei texani, privi di Barea (out per il resto della stagione per la rottura del tendine d’Achille) ma rimasti in gara fino alla fine grazie soprattutto ad un Luka Doncic sempre più maturo (26 punti).

Sorride solo a metà James Harden che, siglando 38 punti, 12 assist e 9 rimbalzi, ha eguagliato Kobe Bryant che deteneva in solitaria la striscia di partite consecutive con almeno 30 punti segnati (16 gare), ma al tempo stesso ha pareggiato anche i record di triple sbagliate in un match (ha tirato con 1/17 dalla lunga) e soprattutto non è riuscito a portare al successo i suoi Houston Rockets che sono caduti sotto i colpi degli Orlando Magic (116-109), trascinati al successo da Nikola Vucevic e Aaron Gordon (22 punti a testa). Intanto in casa dei Los Angeles Lakers si continua a fare il conto alla rovescia in attesa de rientro di LeBron James perché senza il “Re” i gialloviola sono letteralmente sprofondati negli inferi: stanotte infatti i californiani hanno perso la settima partita nelle ultime dieci giocate, cedendo il passo ai Cleveland Cavaliers di Cedi Osman (20 punti), che hanno violato lo Staples vincendo 101-95. Intanto ad Est procede la marcia dei Toronto Raptors che sono stati protagonisti assieme ai Washington Wizards di una delle più belle e intense gare della stagione: a vincere per 140-138 sono stati i canadesi che però per esultare hanno dovuto attendere la fine del secondo supplementare. Dopo essere partiti in quinta ed essere volati a +23 nel secondo quarto grazie ad un ispiratissimo Kawhi Leonard (41 punti), i canadesi hanno subito la rimonta dei capitolini che, grazie ai 43 punti di Bradley Beal, hanno riportato il match sui binari dell’equilibrio che è stato soltanto alla fine dalla tripla vincente di Serge Ibaka. Dietro ai Raptors, infine, continuano a correre i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo (33 punti), che hanno surclassato 133-114 gli Atlanta Hawks, mentre i Philadelphia 76ers hanno piegato 108-105 i New York Knicks spinti dallwe prove superlative di Ben Simmons (20 punti, 22 rimbalzi e 9 assist) e Joel Embiid (26 punti).