Londra (Inghilterra), 12 gennaio 2018 – Davanti al tutto esaurito della O2 Arena di Londra, Philadelphia 76ers e Boston Celtics non hanno tradito le attese della platea accorsa per assistere all’oramai consueto spettacolo cestistico degli NBA London Games e hanno dato vita ad una gara di altissimo livello dal punto di vista dell’intensità e delle emozioni. A portare casa il successo per 114-103 sono stati i Celtics primi della classe ad Est che, dopo un pessimo primo tempo in cui sono sprofondati persino a -22 (49-27) sotto i colpi di Redick (22 punti), Simmons (16 punti) e Covington, hanno rialzato la testa e si sono affidati alla freschezza del rookie Jayson Tatum (16 punti) e a Kyrie Irving (20 punti, 7 assist e 6 rimbalzi) che li hanno riportati avanti ispirando un parziale complessivo nel terzo quarto di 37-22. A quel punto ci hanno pensato Marcus Morris – protagonista anche di una piccola scaramuccia con Ben Simmons – e Terry Rozier a fare il resto a scavare un solco che i 76ers non hanno più saputo colmare. Più che positiva però tra i Celtics anche la prova del giovanissimo Jaylen Brown, arrivato fino a quota 21 punti e molto prezioso nella rimonta.  

Comincia invece a serpeggiare la parola crisi in casa dei Cleveland Cavaliers che, dopo il pesantissimo -28 incassato contro i Minnesota Timberwolves, sono riusciti a fare addirittura peggio portando a casa da Toronto un impietoso scarto di ben 34 lunghezze. All’Air Canada Centre infatti è andato in scena il monologo dei  Toronto Raptors padroni di casa che, nonostante fossero privi di due giocatori chiave come Lowry e Ibaka, hanno passeggiato sui vicecampioni in carica sconfiggendoli 133-99 al termine di un match in cui LeBron James e compagni hanno resistito soltanto nei primi 12 minuti terminati a -6 (30-24). Nel secondo quarto infatti un parziale di 35-16 firmato da Jonas Valanciunas (15 punti e 18 rimbalzi) e soci ha chiuso anzitempo ogni discorso. Serata da dimenticare, nonostante i 26 punti segnati, anche per "King James" che ha guardato tutto l’ultimo quarto in panchina sbraitando contro compagni e coach.

Ad Ovest invece è arrivato un doppio successo per le squadre di Los Angeles: i Lakers hanno infranto il tabù Spurs, che non battevano in casa dal 2010, strappando un preziosissimo 93-81 figlio delle ottime prestazioni di Brandon Ingram (26 punti) e Lonzo Ball (18 punti con 7/11 dal campo, 10 rimbalzi e 7 assist), mentre i Clippers hanno calato il tris di vittorie di fila sbancando 121-115 Sacramento grazie all’ennesima prova superlativa di Lou Williams (30 punti) che è stato adeguatamente supportato da Blake Griffin (18 punti, 12 rimbalzi e 6 assist) e dalla sorpresa Montrezl Harrell, autore di 25 punti. Unica nota stonata della serata dei Clippers è l’infortunio alla caviglia rimediato nel secondo quarto da DeAndre Jordan.