Adam Silver (Ansa)
Adam Silver (Ansa)

Orlando (Stati Uniti), 4 giugno 2020 – Adesso è ufficiale: il prossimo 31 luglio riprenderà la stagione NBA che verrà terminata nella sede unica del Disney World Resort di Orlando. A far scattare il semaforo verde è stato il “Board of Governors” del campionato professionistico americano di basket che ha votato in larghissima maggioranza (29 i voti favorevoli e un solo contrario, quello dei Portland Trail Blazers) la proposta avanzata dal commissioner Adam Silver, che prevede che a giocarsi l’accesso alla postseason nelle restanti otto gare di stagione regolare e successivamente la vittoria finale del Larry O’Brien Trophy siano 22 squadre (le prime otto di Eastern e Western Conference al momento della sospensione del campionato più le altre sei che si trovavano al massimo a sei vittorie di distanza dalla zona playoff) e non le 30 che compongono l’intero lotto. Qualora l’ottava e la nona classificata al termine della regular season fossero distanziate da quattro o meno vittorie, si giocherebbero in una miniserie da due partite la possibilità di accedere al playoff di conference.

Contestualmente il Board ha anche stabilito che il termine ultimo per la chiusura della stagione è il 7 ottobre. Una settimana più tardi, il 15, si terrà infatti il draft che sostanzialmente segnerà lo spartiacque che porterà verso la stagione 2020/2021, la quale inizierà ufficialmente il 1 dicembre. Il commissioner Adam Silver si è detto soddisfatto per la decisione finale adottata dalle franchigie: “Le decisioni del Board segnano un passo fondamentale verso la ripartenza della NBA. Mentre il Covid-19 ci mette di fronte a importanti sfide, abbiamo la speranza di concludere la stagione in maniera responsabile e seguendo rigidi protocolli che stabiliremo presto con le autorità sanitarie. Sappiamo anche che mentre ci prepariamo a tornare in campo la nostra società sta cercando di riprendersi dalle recenti tragedie di violenza e ingiustizia razziale. Per questo lavoreremo assieme ai nostri giocatori e alle franchigie cercando di usare tutti i mezzi che abbiamo e la nostra influenza sociale per affrontare questi problemi in maniera concreta”.