Lebron James in azione contro i Boston Celtics
Lebron James in azione contro i Boston Celtics

Milano, 21 maggio 2020 - Eppur si muove. E' l'ingranaggio dell'enorme macchina Nba, che sta ripartendo (gli allenamenti individuali di buona parte delle 30 franchigie sono già ripresi) per capire se si riuscirà a portare in fondo la stagione. Il commissioner Adam Silver è fiducioso, anche perché può contare sul parere favorevole dei proprietari e dei giocatori più rappresentativi, a cominciare da Lebron James. Nel giro di dieci giorni dovrebbe arrivare il protocollo per le sedute collettive, passo fondamentale per il ritorno in campo per le gare ufficiali, che potrebbe essere previsto per l'inizio di luglio. In che modo? Sul format si hanno dei dubbi: verranno coinvolte tutte le squadre o solo quelle in lotta per i playoff, in modo da rendere il finale di regular season più snello?

Quel che è praticamente sicuro invece è che l'Nba individuerà un'unica location per le partite. In questo modo contenere il rischio di contagio, nel caso di giocatori o addetti ai lavori positivi al Covid-19, diventerebbe più semplice. Si uscirebbe dalla "bolla" solo se negativi ai test. Già, ma su quale soluzione si punterà? Sembra, stando ai media statunitensi, che il Walt Disney World Resort di Orlando sia passato in vantaggio rispetto a Las Vegas. Questo perché ritenuto più funzionale. D'altronde, parliamo di un'area che si estende per ben 110 chilometri quadrati, dove al suo interno si possono trovare 12 campi, di cui alcuni già predisposti per le tv (a proposito: Walt Disney è proprietaria di Espn e Abc, che trasmettono le partite). 

Ma non solo, perché ci sono hotel e resort di lusso, che potrebbero ospitare tutti coloro che fanno parte del pianeta Nba. Entro il 15 giugno è attesa la risposta di Silver alla domanda su dove e come la Lega rimetterà in piedi il proprio show.