LeBron James (LaPresse)

Philadelphia (Stati Uniti), 6 maggio 2018 – La pallacanestro è una di quelle discipline sportive in cui ogni minimo dettaglio è in grado di fare la differenza in maniera netta ed inequivocabile. Lo hanno imparato sulla loro pelle i Philadelphia 76ers che questa notte, davanti ad un Wells Fargo Center pieno in ogni ordine di posto, hanno prima accarezzato la possibilità di riaprire la serie delle semifinali di Eastern Conference NBA contro i Boston Celtics e poi l'hanno vista sfuggire di colpo perdendo 101-98 dopo un tempo supplementare. Un successo molto pesante per i biancoverdi che siglando il punto del 3-0 nella serie hanno di fatto messo una pesante ipoteca sulla finale di conference. Il match è a lungo rimasto nelle mani dei Celtics che nel primo tempo, spinti da uno scatenato Jayson Tatum (24 punti) e dalle stilettate di Terry Rozier (18 punti), sono riusciti a scassinare il forziere difensivo dei Sixers che si sono persino ritrovati a -10 proprio dopo una bomba di Rozier (35-25). Pur sbandando pericolosamente in retroguardia però, Philadelphia non ha avuto alcun tracollo definitivo e – appoggiando il peso del proprio attacco sulle spalle possenti di Joel Embiid (22 punti e 19 rimbalzi), ben coadiuvato a dire il vero da un ritrovato Ben Simmons (16 punti, 8 rimbalzi e 8 assist) e da JJ Redick (18 punti) – ha recuperato terreno prezioso riuscendo addirittura a mettere la testa avanti (87-85) a meno di un minuto dal 48° grazie ad un Marco Belinelli glaciale in lunetta (12 punti per l’azzurro). Tutto finito? Neanche per scherzo perché Jaylen Brown ha dapprima depositato a canestro il sottomano del pareggio e poi, a 1.7” dalla fine, approfittando di un malinteso tra Simmons ed Embiid sul passaggio di Redick, si è involato in contropiede segnando l’’89-87 su assist di Rozier. Messi con le spalle al muro, i Sixers hanno quindi chiamato timeout e affidando, al ritorno in campo, la palla a Belinelli che dall’angolo ha infilato nella retina la palla che ha mandato la gara all’overtime e che per qualche istante ha fatto addirittura gridare al successo Phila. Nelle prime battute dell’overtime lo stesso Belinelli ha poi permesso ai 76ers di allungare fino al +5 (94-89), ma un mini-break ispirato da Tatum ha rimesso quasi subito in carreggiata Boston che nell’ultimo minuto ha sfruttato l’esperienza sotto le plance di Al Horford, il quale ha messo ha segno gli ultimi e decisivi due canestri biancoverdi sfruttando anche un paio di errori banali dei Sixers.

A meno di clamorose sorprese I Celtics  se la vedranno, in quella che è ancora una finale di conference ipotetica, con i Cleveland Cavaliers che stanotte hanno messo a segno il terzo sigillo nella serie giocata contro i Toronto Raptors, usciti sconfitti 105-103 dalla Quicken Loans Arena. Un successo marchiato dallo strapotere di LeBron James che ancora una volta ha fatto pentole e coperchi (38 punti, 6 rimbalzi e 7 assist per il fuoriclasse di Akron), sostenendo con i propri muscoli l’attacco dei Cavs che dopo i primi tre quarti di gioco, terminati con un +14 all’apparenza confortevole (79-65), hanno colpevolmente alzato troppo presto le mani dal manubrio subendo il rientro dei canadesi che, guidati da Kyle Lowry (27 punti e 7 assist) e da OJ Anunoby (18 punti) son riusciti ad impattare il risultato nonostante la disastrosa serata di DeRozan (8 punti con 3/12 al tiro) . Con poco più di 8 secondi ancora da giocare i Cavs hanno quindi deciso di affidare pallone e speranze di vittoria al loro numero 23 che si è fatto trovare pronto e, pur tirando nettamente senza equilibrio, è riuscito, con l’aiuto del tabellone, a mettere a segno il canestro del sorpasso finale.