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3 giu 2022

Nba, i Celtics fanno l'impresa al Chase Center. Warriors sconfitti 120-108

Sotto di 12 a inizio quarto quarto i biancoverdi hanno cambiato passo e vinto grazie alla difesa e alle giocate di Brown e Horford

3 giu 2022
matteo airoldi
Sport
Horford (ANSA)
Horford (ANSA)
Horford (ANSA)
Horford (ANSA)

San Francisco (Stati Uniti), 3 giugno 2022 – Le Finals NBA 2022 sono iniziate decisamente con il botto: i Boston Celtics hanno fatti espugnato il Chase Center di San Francisco sconfiggendo 120-108 i Golden State Warriors – battuti per la prima volta in casa in questi playoff – e facendo saltare subito il vantaggio del fattore campo nella serie. Quella compiuta da i biancoverdi può certamente essere definita un’impresa: sotto di 14 lunghezze a una manciata di secondi dalla fine della terza frazione, infatti, i Celtics hanno completamente cambiato passo nei 12’ finali, nei quali è salita in cattedra la difesa che ha mandato in tilt l’attacco dei Golden State Warriors e al tempo stesso ispirato quel break di 17-0 (40-16 il parziale complessivo in favore di Boston nel quarto quarto) che ha girato l’inerzia del match in maniera definitiva. Sul fronte offensivo, invece, in una serata in cui Jayson Tatum ha girato a scartamento ridotto, ci hanno pensato Al Horford (26 punti con 6/8 da tre) e Jaylen Brown (24 punti) a fare da trascinatori di un gruppo che ha trovato in Marcus Smart, Derrick White, Payton Pritchard e Robert Williams le pedine giuste di un supporting cast decisamente all’altezza e in grande spolvero. A nulla sono valsi, sul fronte di Golden State, i 36 punti di Steph Curry che era partito con le marce alte segnando 21 punti nel quarto d’apertura. Male, invece, l’altro “splash brother”, Klay Thompson che è andato a corrente alternata.
 

La partita


Dopo un inizio un po’ contratto su entrambi i fronti, i primi a sciogliere la tensione sono stati gli Warriors che hanno iniziato a trovare le giuste spaziature in attacco e a far male con la transizione veloce: assoluto protagonista nel frangente è stato Steph Curry che ha messo a ferro e fuoco la difesa biancoverde mandando a bersaglio 21 punti nei primi 12’ con uno stratosferico 6/8 dall’arco dei tre punti (28-32). I Celtics hanno cercato di tenere comunque dritta la barra del timone, approfittando del momentaneo ritorno in panchina di Curry e colpendo con il tiro da fuori ma Golden State ha comunque tentato lo strappo trovando il primo vantaggio in doppia cifra della serata sul 47-37 suggellato da Thompson. Prima della pausa di metà gara è però arrivata la decisa reazione di Boston che si è rimessa in partita con un break di 10-0 e poi, in chiusura di frazione, ha piazzato la zampata del sorpasso (54-56 al 24’).

Al rientro in campo si è vista un’altra Golden State, capace di dominare a rimbalzo in attacco e fare male, come a inizio gara, in transizione: il risultato è stato un nuovo allungo dei gialloblu che hanno toccato il punto più alto della loro serata, che sembrava poter avere un sapore diverso, sull’87-72 mandato a bersaglio da Wiggins. Un gancio potente, ma che non ha comunque atterrato i Celtics che, dopo aver chiuso il terzo quarto a -12 (92-80), hanno letteralmente spiccato il volo grazie alla difesa che di colpo ha mandato in tilt l’attacco dei californiani. Un 11-0 a cavallo tra gli ultimi due quarti ha riaperto i giochi ma Boston non si è fermata e, trascinata dalle triple di Brown, Pritchard, White e Horford, ha dato un’altra poderosa spallata agli avversari: un 17-0 che ha minato le certezze di Golden State in maniera definitiva. Gli uomini di Kerr hanno infatti perso il bandolo della matassa finendo anche a -14 al culmine di un 37-11 e non sono più riusciti a rialzarsi.

 

 

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