Santa Monica (Stati Uniti), 26 giugno 2018 – Rispettando quelli che erano i favori del pronostico, James Harden, davanti alla platea del Barker Hangar di Santa Monica, in California, ha conquistato il titolo di MVP della stagione NBA appena conclusa. Il “Barba” – che quest’anno ha giocato la miglior pallacanestro della sua carriera viaggiando a 30.4 punti e 8.8 assist di media e portando i Rockets fino a gara 7 della finale di Western Conference persa poi contro i Warriors – ha conquistato 985 punti totali nelle votazioni e ha battuto la concorrenza di LeBron James ed Anthony Davis. Un successo che ha un po’ spiazzato il fuoriclasse dei Rockets che si è presentato alla cerimonia con un eccentrico vestito a fiori e soprattutto non si è preparato alcun discorso: “E’ da quattro anni che busso a questa porta e questo momento è finalmente arrivato. Ogni anno ho sempre cercato di migliorarmi e alzare questo trofeo ed esserci riuscito per me significa tantissimo. Ma non voglio assolutamente fermarmi qui perché il lavoro da fare è ancora tanto. Sono davvero felice, mi sento al settimo cielo”.

Nella serata del Barker Hangar, c’è stata però gloria anche per il giovanissimo Ben Simmons dei Philadelphia 76ers, che ha conquistato il titolo di “Rookie of the Year” dopo aver chiuso la sua prima stagione da professionista – lo scorso anno è rimasto ai box per un grave infortunio – con una media di 15.8 punti, 8.1 rimbalzi e 8.2 assist. Per la seconda volta in carriera, invece, Lou Williams dei Los Angeles Clippers ha vinto il titolo di “miglior sesto uomo”, mentre Dwane Casey è stato incoronato miglior allenatore: un premio che lascia forse ancor più amaro in bocca al coach nativo di Indianapolis che è stato licenziato dopo l’eliminazione in semifinale di Eastern Conference per mano dei Cleveland Cavaliers.