Milano, 9 febbraio 2018 - Il mercato NBA si è chiuso con i fuochi d'artificio. Sono state davvero ore frenetiche quelle che hanno chiuso la sessione di affari Oltreoceano, grazie in particolar modo ai Cleveland Cavaliers. I vicecampioni in carica hanno dato il là a una vera e propria rivoluzione, con sei cessioni e quattro rinforzi. Tutto è cominciato dalla clamorosa trade imbastita con i Los Angeles Lakers: via Channing Frye e soprattutto Isaiah Thomas, dentro Jordan Clarkson e Larry Nance Jr. Non solo, perché i Cavs hanno scambiato pure Jae Crowder e Derrick Rose con Rodney Hood degli Utah Jazz, e Iman Shumpert con George Hill dei Sacramento Kings.

Infine, l'addio che ha fatto più rumore: quello di Dwyane Wade, di ritorno a Miami dove ha iniziato la sua avventura NBA e passato 13 stagioni, vincendo tre titoli, due dei quali al fianco di Lebron James. L'amicizia con "The Chosen One", attorno al quale sono ruotate tutte le scelte prese dalla dirigenza di Cleveland, non è bastata. "Per Wade i minuti si sarebbero ridotti. Vogliamo sviluppare Osman, ed erano in arrivo altri esterni. Del suo addio ne ho parlato con LeBron perché Wade era venuto a Cleveland soprattutto per lui", racconta Koby Altman, GM dei Cavs, che spiega così quanto successo nell'Ohio durante l'ultimo giorno di mercato.

"“S’è trattato di un lungo processo, che ci ha portato a cambiare. Abbiamo cercato d’essere pazienti, volevamo che funzionasse, eravamo eccitati di quello che avevamo, sulla carta, a inizio stagione. Quanto ricevuto dalla trade di Irving era tanto, ma poi non ha funzionato, non era il fit giusto - il pensiero di Altman - Saremmo andati incontro a una lenta marcia funebre, non potevo permetterlo. Serviva più vitalità sul parquet, spaziature e atletismo. Cedere Thomas? Non volevo. Ha fatto tanti sforzi per tornare sul parquet, dopo l’infortunio. Ma dovevo valutare se fosse il fit giusto. Con la finestra d’opportunità che abbiamo, con LeBron, dovevamo fare qualcosa".

Insomma, il Re è stato ancora una volta accontentato. "Questo nuovo gruppo ringiovanirà LeBron. Voglio vederlo felice, gioioso - continua il GM di Cleveland - E’ la chiave, è lui quello che può portarci alla terra promessa. Vogliamo resti qui a lungo. So che è eccitato dai rinforzi. LeBron la notte sul league pass guarda le gare della costa ovest, era lui a parlarmi di questo o quel giocatore…”.