Magic Johnson (Ansa)
Magic Johnson (Ansa)

Los Angeles (Stati Uniti), 10 aprile 2019 -  Mentre Dwyane Wade e Dirk Nowitzki si apprestavano a concludere le loro sfavillanti carriere sui campi NBA, in casa dei Los Angeles Lakers si stava consumando, al culmine dell’ennesima stagione sotto le aspettative della franchigia californiana, un clamoroso divorzio: dopo poco più di due anni passati in sella ai losangelini, Earvin “Magic” Johnson ha infatti deciso di lasciare la presidenza dei Lakers rassegnando le proprie irrevocabili dimissioni. Una decisione arrivata come un fulmine a ciel sereno e di cui neppure il General Manager della franchigia, Rob Pelinka, e la proprietaria, Jeanie Buss, erano a conoscenza fino alla comunicazione ufficiale del cinque volte campione NBA con la maglia dei Lakers.

Alla base di questa repentina e dolorosa decisione, stando a quanto riferito da fonti statunitensi, ci sarebbero lo stress e la pressione dati da un incarico così pesante e alcune divergenze di vedute tra lo stesso Johnson e la dirigenza giallo viola, ma non legate al futuro di coach Walton: “E’ una decisione difficile – ha commentato Magic alla stampa – e ho addirittura pianto prima di comunicarla. E’ dura fare un passo del genere quando si ama una franchigia come io amo i Lakers e quando si vuole bene ad una persona come io ne voglio a Jeanie Buss. Mi spiace crearle disappunto. Voglio semplicemente tornare a divertirmi e a fare quello che facevo prima di accettare questo incarico. Ci sarò sempre per Jeanie nel caso dovesse avere bisogno”. Poco più tardi, sul sit ufficiale della franchigia, sono comparsi anche i ringraziamenti, a Johnson: “Non c’è Laker più grande di Magic e gli siamo grati per quanto ha fatto da giocatore, ambasciatore e dirigente. Sarà sempre non solo un'icona dei Lakers, ma anche parte della nostra famiglia.