Steph Curry (LaPresse)
Steph Curry (LaPresse)

Oakland (Stati Uniti), 12 gennaio 2019 – Quando i Golden State Warriors campioni NBA in carica scatenano tutto il loro arsenale offensivo, ben poche squadre – per non dire nessuna – sono in grado di mettere in atto le giuste contromisure per arginare i californiani. Lo sanno bene anche i Chicago Bulls che questa notte sono stati seppelliti sotto una vera e propria valanga di tiri da tre punti (18/39 dalla lunga per i gialloblu) e di canestri (52% dal campo per gli Warriors) mandati a bersaglio da Golden State che ha inflitto agli avversari un roboante 145-109, ispirato dalle strepitose prestazioni di Klay Thompson (30 punti), Kevin Durant (22 punti) e Steph Curry (28 punti) che con le cinque triple mandate a bersaglio è diventato il terzo miglior tiratore della storia NBA dietro a Reggie Miller e Ray Allen. Inutile dire che gli Warriors hanno chiuso la pratica già nel primo quarto con un parziale di 43-17 che ha tramortito i Bulls che non sono più stati in grado di reagire. Un successo decisamente perentorio lo hanno conquistato anche gli Houston Rockets che hanno liquidato i Ceveland Cavaliers con un netto 141-113: il protagonista assoluto del successo è stato ancora una volta James Harden che punta deciso alla conquista del secondo titolo di MVP consecutivo e che ha messo a segno un bottino di 43 punti, 10 rimbalzi e 12 assist diventando il primo giocatore a siglare una tripla doppia con almeno 40 punti in men di 30 minuti (ne ha giocati 29).

In attesa del ritorno in campo di LeBron James, che potrebbe rientrare dopo la sfida che i Los Angeles Lakers disputeranno contro i Chicago Bulls mercoledì prossimo, i gialloviola californiani continuano a stentare. Stanotte infatti sono stati sconfitti 113-95 dagli Utah Jazz che tra l’altro dovevano fare i conti con le pesanti assenze di Rubio, Exum e Neto. A trascinare l’attacco dei Jazz ci ha però pensato Donovan Mitche che ha siglato la bellezza di 33 punti diventando una spina nel fianco della difesa dei californiani. Intanto non si ferma la bagarre per la conquista del primato nella Eastern Conference, che è tornato in mano ai Toronto Raptors, capaci di mandare a tappeto 122-105 i Brooklyn Nets grazie alla doppia doppia di Kawhi Leonard (20 punti e 11 rimbalzi) e all’ottimo contributo fornito dalla panchina (cinque giocatori in doppia cifra tra le riserve dei canadesi). Un po’ a sorpresa sono invece caduti i Milwaukee Bucks, sopraffatti 113-106 dai Washington Wizards che sono stati portati al successo da Bradley Beal (32 punti), Trevor Ariza e Jeff Green (20 punti a testa). Questo ko dei Bucks riavvicina alla seconda posizione gli Indiana Pacers che hanno sbancato il Madison Square Garden sconfiggendo 121-106 i New York Knicks e hanno tenuto a distanza i Philadelphia 76ers, beffati nel finale dagli Atlanta Hawks che si sono imposti per 123-121 grazie ad un canestro decisivo di Collins. Infine sono arrivati anche i successi dei Portland Trai Blazers (127-96 contro gli Charlotte Hornets) e dei Dallas Mavericks che, nonostante l’infortunio al tendine d’Achille rimediato da Barea, hanno sconfitto 119-116 i Minnesota Timberwolves grazie ad un devastante Luka Doncic, capace di sfiorare la tripla doppia (24 punti, 12 assist e 8 rimbalzi).