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Basket, Manu Ginobili annuncia il ritiro a 41 anni

L'argentino, dopo 23 anni in cui ha fatto incetta di trofei mostrando al mondo la sua classe cristallina, ha scelto di dire basta con la pallacanestro giocata

Nba, pioggia di saluti per Ginobili. Belinelli: "Un idolo"

di MATTEO AIROLDI
Ultimo aggiornamento il 28 agosto 2018 alle 12:47
Manu Ginobili (LaPresse)

San Antonio (Stati Uniti), 28 agosto 2018 – A quarantuno anni da poco compiuti e dopo 23 stagioni in cui ha calcato da assoluto protagonista i più prestigiosi parquet del mondo, Manu Ginobili ha deciso di dire basta e di ritirarsi dal basket giocato . A dare l’annuncio, attraverso un breve ma toccante comunicato pubblicato sui propri social network, è stato lo stesso fuoriclasse argentino che da tempo rifletteva sul da farsi: “Con un turbinio di emozioni dentro – ha scritto Ginobili – ho deciso di comunicarvi che mi ritiro. Provo enorme gratitudine per tutti quelli che mi hanno sostenuto e sono stati parte della mia vita in questi 23 anni. È stato un viaggio favoloso che ha superato ogni mio sogno”.

Mancino dotato di una disarmante eleganza in campo e di una classe fuori dal comune, Ginobili ha mosso i suoi primi passo sul parquet in Argentina dove ha vestito le casacche dell’Andino Sport Club e del Bahia Blanca, squadra della sua città natale. Nel 1998 poi il grande salto verso l’Europa dei canestri dove ad attenderlo c’era la Viola Reggio Calabria del suo scopritore Gatano Gebbia, con cui Ginobili giocò per due stagioni prima di trasferirsi alla Virtus Bologna di Ettore Messina. In bianconero l’argentino raccolse il pesante testimone di Sasha Danilovic e si consacrò definitivamente sul palcoscenico del grande basket, diventando il leader di una corazzata che nel 2001 centrò la storica tripletta “Slam” Scudetto-Eurolega-Coppa Italia. L’anno successivo Ginobili vinse di nuovo la Coppa Italia e poi decise di giocarsi la carta della NBA sposando il progetto dei San Antonio Spurs. Una scelta di vita per il fenomeno di Bahia Blanca che alla franchigia texana guidata da Gregg Popovich, di cui Ginobili è subito diventato assieme a Tim Duncan e Tony Parker una colonna portante capace di contribuire alla conquista di ben quattro titoli NBA, si è legato per i suoi restanti 17 anni di carriera. Il nome della leggenda di Bahia Blanca resterà però per sempre indissolubilmente legato anche ai colori della nazionale argentini visto che assieme ai vari Prigioni, Nocioni, Scola e Oberto è stato uno dei principali componenti della 'Generacion Dorada’ che nel 2004, ad Atene conquistò l'Oro Olimpico battendo in finale l’Italia di Recalcati. on l'addio di Ginobili, quindi, la pallacanestro perde uno dei suoi principali protagonisti degli ultimi decenni, ma la speranza dei tanti appassionati che che in carriera lo hanno sostenuto e che in queste ore hanno reso i social un fiume in piena di ricordi è che sia solo un arrivederci e che Ginobili possa restare nel mondo della palla a spicchi con un ruolo che lo mantenga al centro della scena.

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