Peric (LaPresse)
Peric (LaPresse)

Bologna, 21 marzo 2018 – E’ di un…pareggio e una vittoria il bilancio della gara di andata dei quarti di finale di FIBA Europe Cup in cui sono impegnate le squadre italiane. Il pareggio – il secondo in questa edizione della coppa dopo quello rimediato all’andata degli ottavi contro lo Tsmoki Minsk – lo ha portato a casa la Sidigas Avellino che torna dalla trasferta in casa della Juventus Utena con in tasca un 77-77. E dire che la gara era partita decisamente in salita per gli uomini di coach Pino Sacripanti che nel corso del primo quarto erano persino finiti a -11 (25-14). La situazione è però cambiata nel secondo spicchio del primo tempo quando Avellino, sospinta da Wells (17 punti) e Scrubb ha piazzato un break di 14-0 che le ha permesso di andare negli spogliatoi a +2 (38-36). Un equilibrio sostanziale che non si è spezzato neppure quando Gaines (miglior realizzatore di Utena con 18 punti) ha dovuto lasciare il campo a meno di 7’ dalla fine per un lieve infortunio: il match è così arrivato ad una lunga volata finale in cui Avellino sembrava poterla spuntare grazie al canestro di Leunen a 29” dalla fine. L’incursione vincente in area di Buterlevicius a 1” dal gong finale ha però pareggiato i conti e rimandato al discorso qualificazione al match di ritorno che si giocherà in irpinia mercoledì prossimo.

Un importante passo in avanti in chiave qualificazione alle semifinali lo ha fatto invece la Reyer Venezia che tra le mura amiche del Taliercio si è sbarazzata con un abbastanza rassicurante 86-76 dei russi del Nizhny Novgorod. Protagonista assoluto del successo dei campioni d’Italia è stato il tandem composto da Austin Daye (23 punti) e da Hrvoye Peric che ha chiuso con un bottino di 26 punti. Proprio l’ex Pesaro prima dell’intervallo lungo è stato protagonista della prima vera fiammata dei lagunari che hanno toccato il +10 pochi istanti prima dell’intervallo lungo. Nel terzo quarto però Novgorod si è riportata a contatto sospinta dai 28 punti totali dell’ex Juve Caserta Jelovac. C’è quindi voluta un’altra spallata ispirata da 13 punti consecutivi di Peric tra terzo ed ultimo quarto per fiaccare le resistenze dei russi.