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25 feb 2022

Eurolega, l'Olimpia Milano cade al Pireo. Vince l'Olympiacos 67-58

Fatale ai meneghini il parziale di 28-15 incassato nell'ultimo quarto

25 feb 2022
matteo airoldi
Sport
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Olimpia Milano, fatale l'ultimo quarto
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Olimpia Milano, fatale l'ultimo quarto

Atene (Grecia), 24 febbraio 2022 – Stop esterno in Eurolega per l’Armani AX Milano che alla Peace&Friendship Arena di Atene è stata battuta 67-58 dall’Olympiacos. Fatale alla formazione di Ettore Messina – che era reduce dal trionfo in Coppa Italia – è stato il quarto quarto, in cui si è accesa la spia della riserva delle energie meneghine e l’Olympiacos è riuscito a piazzare la zampata del sorpasso grazie alle giocate di classe pura di Kostas Sloukas e Sasha Vezenkov (16 punti). Piuttosto importanti nelle file elleniche, però, anche i contributi forniti dall’ex Pesaro Shaquielle Mckissic (14 punti) e da un Mustapha Fall inarrestabile sotto le plance (12 punti e 7 rimbalzi). Niente da fare, quindi, per l’Olimpia che, dopo aver a condotto ritmi e punteggi per 30’, ha incassato nei 10’ conclusivi un 28-15 di parziale vedendosi così costretta ad alzare bandiera bianca al termine di una serata storta, nella quale l’unico meneghino in doppia cifra è stato Devon Hall con 15 punti a referto. Da segnalare, sul fronte milanese, anche il ritorno in campo più che positivo di Dinos Mitoglou (8 punti).
 

La gara



L’Olimpia è partita con le marce alte e, guidata da Melli, ha subito scavato un solco approfittando anche di un Olympiacos a dir poco impreciso al tiro (7-15 con un clamoroso 2/14 al tiro e 0/6 dall’arco degli ellenici). Nella seconda frazione, però, i padroni di casa, dopo aver toccato il -12, hanno saputo rialzare la testa trascinati dalle stilettate di Sloukas e McKissic e, con un 9-0 di break, hanno sensibilmente ridotto il gap rientrando negli spogliatoi sotto di due sole lunghezze (25-27). Il testa a testa è proseguito fino alla metà della quarta frazione (la terza è finita con Milano avanti 39-43), quando due triple di Sloukas e i canestri di Fall e Vezenkov hanno scavato un solco che l’Olimpia non ha più saputo colmare.

 

 

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