Ettore Messina (Ansa)
Ettore Messina (Ansa)

Colonia (Germania), 28 maggio 2021 – Il momento della verità è arrivato: quest’oggi alle 18 si alzerà il sipario sulle Final Four di Eurolega che si giocheranno fino a domenica alla Lanxess Arena di Colonia. I primi a scendere in campo saranno il CSKA Mosca e l’Efes Istanbul (diretta alle 18 su Dazn, Eurosport 2 ed Eurosport Player). Tra i moscoviti, che già hanno dovuto fare i conti con l’addio di Mike James a stagione in corso e che ai playoff hanno eliminato un rimaneggiato Fenerbahce 3-0, potrebbe pesare e non poco l’assenza sotto canestro di Nikola Milutinov, che dovrà essere compensata dalla prestazione di un collettivo ricco di talento ed esperienza a questi livelli, del quale fa parte anche l’azzurro Daniel Hackett – protagonista di un’eccellente stagione (9 punti, 2.7 rimbalzi e 2.3 assist di media) –, e che è stato rinforzato con gli arrivi di Iffe Lundberg e Michael Eric. Dall’altra parte ci sarà invece un Efes Istanbul che ha letteralmente cambiato passo nella seconda parte di stagione – nella quale sono arrivate 14 vittoria a fronte di 2 sole sconfitte in regular season e il 3-2 a spese del Real ai playoff – grazie anche alla crescita di giocatori chiave come Shane Larkin e Vasilije Micic, fresco vincitore del titolo di MVP della stagione. Ingredienti, questi ultimi, che fanno dell’Efes una delle principali favorite per la vittoria finale.

Alle 21 scende in campo l’Olimpia Milano

Alle 21 (diretta su Eurosport Player) arriverà invece il momento più atteso per i tifosi dell’Armani AX Milano che torna dopo 29 anni alle Final Four dove in semifinale affronterà la corazzata Barcellona che ha chiuso la stagione regolare in testa e che ha poi eliminato non senza fatica lo Zenit San Pietroburgo 3-2. I confronti diretti in regular season sorridono ai blaugrana che si sono imposti in entrambe le occasioni anche per via di un roster di straordinaria forza – basti pensare alla qualità di giocatori come Calathes, Abrines, Mirotic - e impreziosito dall’arrivo dell’ex campione NBA Pau Gasol. L’asfissiante difesa sul perimetro dei catalani può essere un’altra arma pericolosissima da disinnescare ma Milano non vuole minimamente recitare un ruolo da sparring partner e cercherà di sfruttare l’esperienza di alcuni suoi uomini chiave – che già hanno vinto l’Eurolega e si sono dimostrati decisivi nella serie contro il Bayern (basti pensare a Hines e Rodriguez ma anche Datome) – per sovvertire il pronostico e strappare un pass per la finale di domenica.

 

Le parole di Messina

 

 

Il fatto di partire sulla carta da sfavorito – cosa che non gli è di fatto mai capitata in carriera – non spaventa comunque coach Ettore Messina che punta anche sulla voglia di godersi appieno questa esperienza, come ha raccontato alla vigilia: “Per noi è una grande gioia essere qui. Siamo contenti per la società che ci ha sempre supportato e per i tifosi. Per me è una grande, nuova, esperienza. Mi sto godendo ogni singolo istante di questa Final Four. Indipendentemente dal risultato. Perché personalmente, attribuisco grande valore a quello che abbiamo fatto come gruppo, come squadra, come club, solo per essere qui. Onestamente, non mi sono mai goduto una partita in tutta la mia vita, sia che la vinca o che la perda. Ma essere qui in questa situazione è davvero gratificante. Mi sto godendo ogni singolo minuto da quando mi sveglio per allenarmi e anche qui, adesso. Non si sa mai, magari questa potrebbe essere la mia ultima conferenza stampa alle Final Four. Voglio godermi ogni secondo. Cosa succederà dopo, lo vedremo”.

Non spaventa neppure la pressione della lunga assenza biancorossa a questi livelli: “Non penso che qualcuno senta pressione per questo perché non possiamo essere responsabili di quanto accaduto prima di quando siamo arrivati e perché siamo stati protagonisti di una stagione magnifica e anche se abbiamo costruito una squadra molto seria, molto competitiva, con giocatori di livello e giovani giocatori affamati. Tutto questo non era previsto”. L’importante per il coach dei meneghini sarà però il riuscire a confermarsi a questi livelli negli anni: “Non era previsto, ma siamo qui, insieme a queste squadre fantastiche, e dobbiamo esserne molto contenti. Per me, la cosa più importante è far rimanere il club competitivo anche in futuro perché non ha alcun senso giocare i playoff un anno e poi scomparire per dieci. Cosa faremo negli anni a venire sarà molto importante. Se arrivi ai playoff ogni volta, ti capiterà di tornare alle Final Four. E se sei nelle Final Four più volte, una volta puoi anche vincere. Non credo che dobbiamo fare tutto in fretta, perché non ha alcun senso”.

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