Daye (LaPresse)

Bologna, 12 maggio 2018 – Giusto il tempo di rifiatare alcuni giorni e per la Serie A di pallacanestro è già arrivato il momento di cominciare i playoff, la fase in cui non si può più sbagliare e in cui si decide chi alzerà al cielo la coppa dello Scudetto. Si comincia alle 20.30 con la sfida che al Forum vedrà contrapposta l’EA7 Milano alla Red October Cantù. I favori del pronostico alla vigilia sono dalla parte dei biancorossi che però sono stati protagonisti di una stagione in cui non hanno mai dato la sensazione di poter dominare in lungo e in largo nonostante un roster più lungo e qualitativamente superiore rispetto alle avversarie, guidato da giocatori dall'indiscusso pedigree come Andrew Goudelock (15.3 punti di media) e Mindaugas Kuzminskas che però deve ritrovare la giusta condizione. Prezioso potrebbe anche essere il contributo di Vlado Micov, cresciuto nel girone di ritorno, e di Curtis Jerrells che offrono pericolosità offensiva e qualità. Sullo sfondo resta però la cocente delusione per il ko subito in Coppa Italia contro i brianzoli; un punto di partenza che proprio la Red October – trascinata dal fatturato di Jaime Smith (14.8 punti e 4.4 assist di media), Randy Culpepper (17 punti), Jeremy Chappell (12.2 punti, 6 rimbalzi e 2.7 assist a gara), Charles Thomas (12 punti e 4.2 rimbalzi a partita) e da un Christian Burns devastante sotto i tabelloni (14.3 punti e 10.2 rimbalzi a partita) ma pronto in estate a volare sulla sponda biancorossa – potrebbe sfruttare per trasformarsi nella mina vagante di questi playoff.

Un quarto d’ora più tardi scenderanno in campo invece la Germani Brescia, che riassapora il gusto dei playoff d Serie A dopo 32 anni, e la Openjobmetis Varese. I biancoblu possono contare su uno zoccolo duro di giocatori di cui fanno parte i fratelli Vitali (Michele è cresciuto tantissimi e ha chiuso la stagione a 12.6 punti di media con il 39% da tre punti) e gli stranieri David Moss, Marcus Landry e Lee Moore a cui sono stati aggiunti giocatori di livello come Brian Sacchetti, Bryce Cotton e Dario Hunt. La sconfitta in finale di Coppa Italia ancora brucia e per questo Brescia vorrà certamente recitare un ruolo da protagonista in questi playoff. Sulla sua strada incontra però una formazione in uno strepitoso stato di forma che l’ha portata a 12 vittorie nel solo girone di ritorno e ha permesso ad Attilio Caja di conquistare il titolo di “coach dell’anno”. la crescita di Aleksa Avramovic e il dinamismo di giocatori come Okoye e Cain potrebbero essere pericolosi rebus per la difesa di Brescia che dovrà quindi stare molto attenta per non capitolare.

Domani alle 19 si sfideranno invece i campioni d’Italia della Reyer Venezia e la Vanoli Cremona. Inutile dire che gli orogranata partono con i gradi della favorita (addirittura per la vittoria finale) cuciti sul petto perché in questa stagione, pur avendo dovuto fare i conti con infortuni pesanti come quello di Orelik, hanno acquistato maggior consapevolezza nei propri mezzi e compattezza di squadra. Prova ne sono lo straordinario girone di ritorno equiparabile a quello di Varese ma soprattutto la vittoria della FIBA Europe Cup. L’innesto di un campione assoluto come Austin Daye, che si è integrato alla perfezione con Watt e un Peric sempre strepitoso, ha agevolato e non poco questo processo di crescita ma giocatori come Haynes, Johnson, Jenkins, Tonut e De Nicolao hanno fatto altresì un lavoro eccellente non facendo pesare partenze importanti come quelle di Filloy e McGee. Cremona dal canto suo può dirsi soddisfatta per essere riuscita a completare un piccolo capolavoro che l’ha portata dal ripescaggio in extremis ai playoff grazie a quanto ha saputo creare coach Meo Sacchetti che ha impresso alla squadra il suo gioco veloce e spumeggiante e ha ricevuto un contributo straordinario da due suoi pretoriani come i cugini Diener (Travis era fermo da tre anni e nel corso della stagione è cresciuto tantissimo). Al tempo stesso Sacchetti ha però anche lanciato giocatori di prospettiva come Kelvin Martin ed Henry Sims. Darius-Johnson Odom, con i suoi 18.7 punti di media, rappresenta invece una certezza offensiva da non sottovalutare.

Chiuderà il quadro delle gare 1, domani alle 20.45, il quarto di finale probabilmente più difficile da decifrare, quello che vedrà sfidarsi la Sidigas Avellino e la Dolomiti Energia Trento: irpini e trentini si sono sfidati anche nell’ultimo turno della stagione regolare e a prevalere sono stati i biancoverdi che in questo modo hanno conservato il vantaggio del fattore campo. Questo però non toglie fascino ed imprevedibilità, come detto, alla sfida. Avellino, dopo la delusione provata in Coppa Italia, ha subito un calo di rendimento anche a causa del pesante infortunio a Ndiaye, ma in questi ultimi giorni si è rinforzata molto acquistando l’ala forte ceca Patrik Auda e il playmaker Alex Renfroe che andrà a dare man forte a Filloy e Fitipaldo che devono ritrovare lo smalto dei giorni migliori. Jason Rich – eletto MVP del campionato – con i suoi 19.7 punti a partita rappresenta però un’arma pericolosissima che può diventare addirittura letale in combinazione con la verve di Dez Wells e la stazza sotto canestro dei due centri probabilmente meglio assortiti del campionato, ovvero Kyrylo Fesenko e Shane Lawal, che però è ancora alla ricerca della forma migliore. Dall’altra parte c’è Trento che, dopo un’inizio di stagione non facilissimo, si è rialzata puntando sulla programmazione e sulla qualità di giocatori come Shavon Shields (13 punti di media), Dominique Sutton (13.4 punti e 7.8 rimbalzi per gara) Ojars Silins e Joao Gomes. Il ritorno di Dustin Hogue sotto i tabelloni e la crescita costante di Flaccadori – nominato per il terzo anno di fila miglior Under 22 del campionato – hanno fatto il resto e agevolato ancor di più il consolidamento della chimica della squadra di coach Maurizio Buscaglia che si conferma un’eccellente allenatore così come il suo dirimpettaio Pino Sacripanti. Adesso però i verdetti finali spettano al campo.