Dyshawn Pierre (LaPresse)
Dyshawn Pierre (LaPresse)

Sassari, 14 aprile 2019 – Non accenna ad arrestarsi la corsa verso un posto ai playoff della Dinamo Sassari che nel match di mezzogiorno della ventiseiesima giornata del campionato di Serie A di pallacanestro ha colto la quinta vittoria consecutiva sconfiggendo con un perentorio 105-84 la Sidigas Avellino – al quarto ko consecutivo – e rendendo amaro l’esordio sulla panchina biancoverde di Massimo Maffezzoli. Fatale alla formazione irpina, che aveva chiuso a +1 la prima metà di gara, è stato il parziale di 14-2 (diventato poi 32-17) siglato ad inizio terzo quarto dai sardi che spinti da Dyshawn Pierre (10 dei suoi 16 punti li ha siglati nel frangente), Jaime Smith e Tyrus McGee, hanno preso il largo violando persino a +17 e poi nei 10’ conclusivi hanno condotto in porto la vittoria tenendo a bada gli avversari a cui non sono bastati i 21 punti di Keifer Sykes. Nelle file di Sassari a fare la differenza ci hanno pensato anche il solito Jack Cooley (23 punti e 5 rimbalzi) e Rashawn Thomas (22 punti).

La partenza degli ospiti è delle migliori: Sykes (10 punti nei primi 10 minuti) e Nichols diventano infatti i fulcri della manovra dei biancoverdi che giocano alti ritmi e trovano soluzioni ad altissime percentuali (82% da due e 60% da tre) chiudendo la frazione a +7 e con ben 30 punti messi a segno (23-30). Per vedere la reazione biancoblu bisogna attendere il secondo quarto: la difesa sassarese alza infatti i giri del proprio motore e infonde fiducia all’attacco che trova in Thomas, Cooley e Pierre i terminali perfetti per ricucire lo strappo e portare la Dinamo a -1 alla pausa lunga (47-48). E’ il preludio all’allungo sassarese che arriva in uscita dagli spogliatoi, quando Smith e Pierre iniziano a bombardare da oltre l’arco il canestro avversario avviando un parziale di 14-2 che fa scivolare Avellino a -11. Un colpo durissimo da digerire per la Sidigas che poco più tardi finisce persino a -17 (75-58) e, nonostante le fiammate di Harper e Filloy ad inizio quarto quarto, non riesce più a ritrovare il bandolo della matassa soffrendo nella frazione conclusiva la fisicità di Cooley.

MATTEO AIROLDI