I tifosi della Scandone (LaPresse)
I tifosi della Scandone (LaPresse)

Avellino 10 luglio 2019 – “Non potevo far morire la Scandone. Un gesto d’amore fatto col cuore perché non potevo consentire che da primo cittadino avvenisse una cosa simile, la fine di una storia che dura da settantuno anni”. Così Gianluca Festa, ex cestista biancoverde (era nel roster della Scandone al suo primo anno di serie A nel 2000-2001) e neoeletto sindaco di Avellino da pochissime settimane, ha motivato la sua scelta avvenuta ieri in tarda serata (poco dopo le 22:30) di effettuare di tasca sua il bonifico che ha permesso alla Sidigas di pagare la prima rata per l’iscrizione al prossimo campionato di serie B. Una soluzione avvenuta in extremis, nell’ultimo giorno a disposizione, e che adesso rimette la decisione di ammettere i lupi al terzo campionato cestistico nazionale nel giudizio del Presidente della Fip Gianni Petrucci e del Consiglio Federale chiamati a dare un responso entro il 16 luglio. L’Avellino della palla a spicchi è arrivata a questa situazione a dir poco paradossale a causa delle vicende giudiziarie che stanno interessando da vicino l’azienda locale distributrice del gas e proprietaria del club, la Sidigas col suo patron Gianandrea De Cesare – manager diventato celebre in tutta Italia per viaggiare in elicottero o yacht o arrivare in auto di lusso al PaladelMauro - su cui pendono una serie di accuse mosse dalla Procura della Repubblica del capoluogo irpino che ha ordinato a carico della società napoletana un sequestro d’urgenza dal valore di novantasette milioni di euro.

False comunicazioni sociali, omesso versamento di Iva, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e auto riciclaggio. Queste le motivazioni presenti nell’ordinanza firmata dal Procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio da cui lo stesso De Cesare dovrà difendersi venerdì 12 luglio nella prima convocazione in Tribunale. Un autentico terremoto sportivo andato in scena ieri mattina che vede coinvolta anche la squadra di calcio, sempre di proprietà della Sidigas, e promossa in serie C nello scorso mese di maggio. Una situazione giudiziaria e debitoria tale da impedire alla dirigenza della palla a spicchi di non effettuare il pagamento dell’iniziale quota di partecipazione al torneo della Lnp. Categoria che Avellino è stata obbligata a scegliere – una autoretrocessione come avvenne nel 2015 con la Virtus Roma che finì in serie A2 - per provare a salvare la matricola Fip dopo essere stata bocciata dai controlli Com.tec il 2 luglio in cui sono stati ravvisati bilanci che non hanno convinto gli uomini della Fip incaricati di controllare,consegnando poi alla stessa Scandone il termine ultimo delle 23.59 dell’11 luglio per provare a regolarizzare la sua posizione. Che non avverrà. Di qui il gesto del sindaco Gianluca Festa con la speranza di incrociare dei nuovi imprenditori interessati a rilevare il sodalizio di contrada Zoccolari e ripartire. Un verbo cui è abituato ormai da decenni il popolo biancoverde.