Cooley di Sassari (LaPresse)
Cooley di Sassari (LaPresse)

Bologna, 22 maggio 2019 – La Dinamo Banco di Sardegna Sassari è la prima squadra ad agguantare un posto nelle semifinali playoff del campionato di Serie A di basket. La squadra sarda ha infatti sbancato Brindisi 92-87 e ha colto il diciannovesimo risultato utile di fila chiudendo la serie sul 3-0. Un successo arrivato al culmine dell’ennesima partita molto combattuta di questo quarto di finale e propiziato dalle prove di grande sostanza di Jack Cooley (20 punti e 9 rimbalzi) e all’energia di Rashawn Thomas (18 punti) e Dyshawn Pierre (16 punti), che sono stati ben supportati nei momenti chiave da Marco Spissu (13 punti con 3/6 da tre) e Stefano Gentile (11). Ai salentini invece non sono bastati i 25 punti di Adrian Banks, ultimo a mollare tra i suoi, e i 16 di Tony Gaffney. Giocando un’eccellente pallacanestro e tirando ad alte percentuali (60% dal campo nei primi 10’) la Dinamo ha subito cercato di impostare i ritmi a lei più congeniali ed è volata a +12 spinta dai punti portati in cascina da Thomas, Smith e Pierre (9-21). Toccato il fondo, la Happy Casa ha trovato la forza di attingere dall’energia di Moraschini e Gaffney per riprendere a correre, riemergere dagli abissi e chiudere in crescendo il primo quarto (18-24). A quel punto Gentile e Pierre hanno riportato a +10 gli ospiti costringendo Vitucci ad attingere dalla panchina: una mossa azzeccata perché Rush, Zanelli e Greene hanno portato alla causa pugliese quei punti che sono serviti a ricucire lo strappo prima dell’intervallo lungo (42-43). Il testa a testa serrato è quindi proseguito fino alle fasi finali della terza porzione di match quando Sassari ha nuovamente provato ad allungare con le triple di Pierre e Spissu (60-67). Uno sforzo che non è comunque bastato perché i soliti Rush, Banks e Gaffney hanno nuovamente accorciato il gap prima della nuova fiammata griffata da Thomas, Spissu e Gentile che hanno cefcato di ridare ampio respiro a Sassari. Un Banks di diverso avviso ha però ripreso in mano la situazione siglando il sorpasso brindisino a suon di triple (83-81). Un vantaggio durato un battito di ciglia poiché Smith ha subito permesso di rimettere la testa avanti a Sassaru che nel finale ha saputo mantenere il vantaggio grazie a Spissu e Cooley.

Si porta invece sul 2-1 nella serie la Sidigas Avellino che al PalaDelMauro ha piegato i Campioni d’Italia in carica dell’Armani AX Milano 69-62, mettendoli con le spalle al muro: venerdì infatti l’Olimpia, sempre nella tana dei lupi irpini, non potrà più sbagliare se vorrà evitare di alzare anzitempo bandiera bianca. Questa sera Avellino, nonostante le assenze di Green e Ndiaye e l’infortunio che ha messo ko Patrick Young a gara in corso, è stata protagonista di una prova impressionante dal punto di vista dell’energia e dell’intensità messe in campo. I biancoverdi sono partiti in quarta, soffocando difensivamente le iniziative dei biancorossi e volando a +14 (21-7) grazie ai canestri e alla verve di Ike Udanoh (14 punti e 8 rimbalzi), Patrick Young e Demonte Harper (14 punti). Dopo aver segnato tre soli canestri nei primi 7 minuti, Milano ha però dato un’improvvisa sterzata, piazzando un 11-0 ispirato dalle triple di Cinciarini e chiudendo il quarto a -3 (21-18). L’Olimpia non ha però saputo approfittare appieno del suo buon momento ed è stata presto ricacciata indietro da una Sidigas che, pure sbagliando qualcosa di troppo, è riuscita ad allungare nuovamente, sfruttando le giocate di Ariel Filloy (16 punti) che ha messo il punto esclamativo sul primo tempo con il tap in del 39-29 che ha fatto infuriare la panchina milanese. Sykes in apertura di secondo tempo ha addirittura alzato l’asticella del vantaggio avellinese fino al +12 (41-29), ma Milano ha avuto il merito di non abbattersi e di riportarsi in scia grazie alla classe di Micov e Nedovic (rientrato in pista proprio oggi) e alla presenza sotto i tabelloni di Tarczewski. Proprio il lungo americano ha messo a segno il primo vantaggio milanese della serata con i liberi del 49-50 a 28” dall’ultimo mini-intervallo. Il fischiatissimo ex biancoverde Nunnally assieme a Jerrells nelle prime battute della quarta frazione ha poi provato ad alzare ulteriormente i ritmi dell’Armani. La Sidigas ha però avuto il merito di non crollare e con le bombe di Filloy e Harper ha aperto il break di 13-0 che l’ha portata a +10 a 2’35” dalla fine. Il colpo del ko per l’Armani che a quel punto si è dovuta arrendere.